Gigi Lavecchia e il Messina, un amore viscerale. L’ex centrocampista giallorosso è tornato dopo tanto tempo in riva allo Stretto per assistere alla gara contro la Nuova Igea Virtus. Con sé, prendendo il volo da Milano, ha portato la maglia n. 77 dell’epoca, ricevendo l’ovazione dei tifosi. In tribuna ha poi preso posto accanto a Carmine Coppola e Alessandro Parisi, con i quali ha condiviso una delle gioie più grandi della sua carriera.
Lavecchia con alcuni rappresentanti della Cooperativa
“Un’emozione incredibile – dice – non venivo qui da oltre 15 anni. Già di mattina quando il pullman era sul ponte e ho visto i quattro fari del “Celeste” mi sono emozionato tantissimo, come vedendo il manto erboso dello stadio “San Filippo” dove abbiamo fatto la Serie A. Sono ricordi impossibili da dimenticare”.
Il momento più bello legato allo stadio oggi intitolato a Franco Scoglio è relativo alla sua seconda stagione con il Messina e ha una data ben precisa: 10 settembre 2006. “Penso all’esordio in A, Messina-Udinese 1-0, contro Iaquinta e Di Natale, quel giorno è stato bello. Non è stata una partita facile da vincere ed è stato come togliersi qualche sassolino dalla scarpa”.
Accursi, Lavecchia e Giampà
Nel catino del “Celeste” il Messina di Franza e Mutti aveva invece costruito la sua scalata, realizzando nel 2004 il sogno, che pareva irraggiungibile, chiamato Serie A. Lavecchia, giunto in giallorosso dalla Juventus, era uno dei perni di quel fantastico gruppo. Trentanove presenze, due gol e tanti assist. A riparlarne gli brillano ancora gli occhi: “Quello fu forse il punto più alto raggiunto dal Messina nella sua storia. Dopo le prime sette giornate eravamo ultimi, chi si sarebbe mai aspettato che potessimo arrivare in Serie A? Invece partita dopo partita, tassello dopo tassello, è stato bellissimo ritrovarsi al quinto, quarto e terzo posto, dietro le fortissime Palermo e Cagliari che erano delle corazzate. In quel campionato c’erano pure Sampdoria, Torino, Genoa e Napoli, un’A2 più che una Serie B. Avercela fatta contro quelle squadre e aver festeggiato il 5 giugno 2004 nella gara con il Como va oltre qualsiasi aspettativa. Chi sento ancora degli ex compagni? Ricordo con immenso piacere Sullo, Storari, Parisi, Coppola, Di Napoli, Rezaei, Fusco, Aronica, decisamente tutti”.
Lavecchia negli studi di Sportitalia
Al nuovo corso targato Racing City Group si affidano adesso le speranze dei tifosi per un futuro migliore dopo stagioni particolarmente tribolate, vissute tra C e D, con mille cambi societari e pochissime certezze, dovendo sempre ripartire dal basso. Lavecchia, che vive oggi in Sardegna ed è anche un volto televisivo da opinionista di Sportitalia, non ha mai smesso di seguire il Messina. Troppo forte il legame. “Gli anni difficili – spiega – li ho vissuti anche io da lontano come tifoso, lo avete visto tramite social anche se non sono proprio il mio forte. Messina e Bologna resteranno sempre nel mio cuore perché ho fatto la Serie A e ho vinto i campionati di B con loro. Vedo adesso che per il Messina c’è qualcosa di meglio e ci sono maggiori prospettive. Aver fatto già 27 punti e non essere più ultimi, nonostante la penalizzazione, avendo sorpassato il Paternò, è stata una grande impresa. Bravissimi mister Romano e i ragazzi, sono allibito”. Il messaggio alla piazza? “Ai tifosi dico di sperare che abbiano una società che li valorizzi e di amare questo Messina anche oggi in Serie D”.
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