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Etna, il cratere Nord-Est “si sveglia”: primo parossismo dopo 28 anni

28 Dicembre 2025
Renato
etna

CATANIA – Dopo quasi 28 anni di silenzio eruttivo, il cratere Nord-Est dell’Etna è tornato protagonista con un parossismo spettacolare fatto di fontane di lava ed emissione di nube eruttiva. A raccontarlo, con il solito tono appassionato, è il vulcanologo dell’Ingv-Osservatorio etneo di Catania, Boris Behncke, che sui social ha commentato:
«Alla fine ce l’ha fatta, questo vecchietto di cratere di Nord-Est, e ha fatto un po’ di fontane di lava, vere fontane di lava, quindi un parossismo, il suo primo dopo quasi 28 anni».

Per anni il cratere Nord-Est è rimasto quasi “in disparte”, limitandosi – ricorda Behncke – a brontolii profondi e a qualche episodio di attività stromboliana sul fondo craterico, senza però innescare vere fasi parossistiche. Due volte, nel maggio 2016 e nel settembre 2019, sembrava sul punto di “partire”, ma in entrambe le occasioni è stato il vicino cratere della Voragine a innescare l’attività eruttiva, lasciando ancora una volta il Nord-Est in silenzio.

Nel frattempo, il suo “fratello minore”, il cratere di Sud-Est, è diventato il vero protagonista dell’Etna, con oltre 100 parossismi negli ultimi 15 anni, mentre la stessa Voragine e la Bocca Nuova hanno dato prova di notevole attività, quest’ultima con un parossismo il 10 novembre 2024, purtroppo non osservabile a causa del maltempo.

Behncke ricorda anche la storia eruttiva del cratere Nord-Est, il più antico dei quattro attuali crateri sommitali del vulcano. Nato nel 1911 alla base nord-orientale dell’allora cono centrale, entra in attività nel giugno 1917 con una fontana di lava, replicata l’anno successivo. La svolta arriva il 16 luglio 1977, quando inizia una serie di parossismi con fontane di lava e colate: tra il 1977 e il 1978 se ne contano una ventina tra luglio, agosto, novembre, dicembre e poi gennaio e marzo dell’anno seguente.

Fu proprio il cratere Nord-Est a introdurre sull’Etna i cosiddetti “parossismi a raffica”, un tipo di attività che allora veniva considerato eccezionale dai vulcanologi, ma che oggi è riconosciuto come una delle forme più tipiche dell’attività etnea. Dopo quella fase, il testimone passa progressivamente al cratere di Sud-Est, che negli anni successivi diventerà il principale attore eruttivo del vulcano.

Il Nord-Est torna a farsi sentire con tre parossismi nel settembre 1980 e un quarto nel febbraio 1981, quindi con un’intensa sequenza nel settembre 1986: dapprima una decina di giorni di attività stromboliana, poi, il 24 settembre 1986, uno dei parossismi più potenti del secolo scorso. L’ultimo episodio parossistico documentato al cratere Nord-Est risaliva alla notte tra il 27 e il 28 marzo 1998.

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