Un richiamo forte contro i «miraggi» del potere, del successo e di un benessere solo apparente, e un invito a custodire la famiglia come luogo di amore e speranza. È il messaggio lanciato da Papa Leone XIV durante l’Angelus celebrato in Città del Vaticano nella festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe.
«Il mondo, purtroppo, ha sempre i suoi Erode, i suoi miti di successo a ogni costo, di potere senza scrupoli, di benessere vuoto e superficiale», ha detto il Pontefice, sottolineando come queste logiche producano spesso «solitudine, disperazione, divisioni e conflitti». Un rischio, ha avvertito, anche per le famiglie cristiane, chiamate a non lasciarsi soffocare da modelli che svuotano le relazioni e il senso della vita.
Al centro della riflessione, il valore della Santa Famiglia come risposta a un mondo «dispotico e ingordo». In quel contesto, ha spiegato il Papa, la famiglia di Nazaret diventa «nido e culla dell’unica possibile risposta di salvezza», quella di un Dio che si dona agli uomini «in totale gratuità, senza riserve e senza pretese».
Papa Leone XIV ha poi esortato a custodire nelle famiglie i valori del Vangelo: la preghiera, la partecipazione ai sacramenti, in particolare la confessione e la comunione, gli affetti sani, il dialogo sincero, la fedeltà e la concretezza quotidiana dei gesti buoni. Valori che, ha ricordato citando papa Francesco, rendono le famiglie «luce di speranza», «scuola d’amore» e «strumento di salvezza nelle mani di Dio».
Al termine dell’Angelus, il Pontefice ha affidato tutte le famiglie del mondo all’intercessione di Maria e di San Giuseppe, chiedendo al Padre di benedirle perché, crescendo sul modello della famiglia di Gesù, possano essere per tutti un segno concreto della presenza e della carità di Dio.