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Governo Schifani, il bilancio concreto a fine 2025: “La Sicilia cresce. Mi hanno chiesto di ricandidarmi”

29 Dicembre 2025
Renato
tre anni di governo schifani

SICILIA Si è tenuto all’interno del Palazzo d’Orleans, tra le mura della sala “Maria Mattarella”, l’incontro fra il presidente della regione Renato Schifani e i giornalisti delle principali testate siciliane. L’incontro, costituito dai consueti scambi di auguri di fine anno, si è poi esteso al tracciamento di un bilancio relativo ai tre anni di governo Schifani.

Il bilancio al termine dei tre anni di governo Schifani: “La Sicilia cresce”

Una volta messa in evidenza l’importanza degli strumenti d’informazione, ultimamente impegnati per ottenere l’approvazione della Finanziaria regionale all’Ars, il presidente regionale ha illustrato quanto ottenuto dal governo Schifani circa il fronte del risanamento dei conti pubblici. Tra questi risultati emergono sicuramente: l’azzeramento del deficit, la formazione di un avanzo di oltre 2 miliardi, l’aumento delle entrate tributarie, la crescita dell’occupazione e la flessione della cassa integrazione.

Tutti dati che, come già dichiarato in passato, hanno portato la Sicilia a diventare la prima regione italiana per crescita del Pil. A tal proposito si esprime lo stesso presidente Schifani, che ha dichiarato:

La Sicilia cresce e i dati economici sono molto incoraggianti: aumentano le entrate, cresce l’occupazione e migliora il Pil della nostra Regione. Lo certificano le società di rating e i report di istituti e centri studi, che com’è noto non fanno sconti a nessuno, e testimoniano lo stato di salute della nostra finanza regionale. Le entrate tributarie sono passate in tre anni da 12 a 15 miliardi, con un aumento complessivo di 3 miliardi di euro.

L’occupazione è cresciuta del 10%, come confermato anche dall’Istat, e la cassa integrazione è scesa contestualmente dai 13 milioni del 2022 ai 7 milioni del 2024. Voglio sottolineare, in particolare, il ruolo svolto da Irfis, la finanziaria regionale, che si è confermata in questi anni uno strumento centrale dell’azione di governo per le politiche economiche di sostegno alle famiglie e per il rilancio delle imprese con più di mezzo miliardo di euro investiti. Occorre essere onesti politicamente e personalmente, e riconoscere che abbiamo ereditato un trend positivo dal precedente governo Musumeci e noi lo abbiamo portato avanti attraverso una politica liberale e destinando risorse su opere e interventi strategici”.

L’espansione economica dell’isola, persistenti i problemi legati ai rifiuti e alla crisi idrica

A sostenere la fase espansiva dell’economia siciliana, oltre che quella dell’occupazione, sono anche le misure inserite nell’ultima fase finanziaria regionale. Provvedimenti che hanno contribuito sia sul fronte del South working che su quello della decontribuzione alle imprese, a cui lo stesso Schifani aggiunge:

L’unica amarezza è lo stralcio dell’articolo 31, che prevedeva un intervento di 10 milioni a fondo perduto per la riduzione dei costi di esportazione delle imprese siciliane e che avrebbe contrastato l’aumento dei dazi americani. Sono amareggiato perché non ne comprendo la logica. Per fortuna i dati di Confartigianato di ieri ci confortano e ci lasciano sereni, ma io non mi voglio fermarmi a questi numeri incoraggianti, voglio spingere ulteriormente questa crescita dell’economia che noi abbiamo avviato in questi anni”.

Fonte di discussione, poi, anche i due dossier lasciati irrisolti dal governo: l’emergenza rifiuti e la crisi idrica. Questioni che il presidente della regione ha affrontato, dichiarando: “Abbiamo predisposto il piano rifiuti, un documento di cui Sicilia era priva, e abbiamo avviato l’iter per la realizzazione di due termovalorizzatori, a Palermo e Catania, affidando a Invitalia il compito di bandire le gare d’appalto per garantire il massimo livello di trasparenza. A febbraio i progettisti dovrebbero consegnarci lo schema orientativo affidabile degli impianti. Si tratta di due infrastrutture che miglioreranno la qualità della vita dei siciliani perché garantiranno più igiene, meno discariche e meno infiltrazioni da parte della criminalità organizzata.

Per fronteggiare l’emergenza idrica abbiamo lavorato moltissimo, aumentando di migliaia di litri al secondo l’acqua disponibile in rete. Contiamo entro due anni di completare questo modello di emergenza. Abbiamo trovato una Sicilia con delle dighe abbandonate da vent’anni e quindi il lavoro da fare è tanto, però ci doteremo anche di innovazioni come i dissalatori, che realizzeremo a Palermo e che sono già pronti in altri tre Comuni siciliani, e poi puntiamo a una gestione più oculata della risorsa idrica sul territorio“.

 


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Il Governo Schifani sull’argomento della sicurezza e della sanità

Un’ultima parentesi, infine, è stata aperta sul tema della sicurezza. Argomento su cui si espresso lo stesso Schifani, che ha concluso: “A settembre il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi inaugurerà la nuova Control room della Regione Siciliana per fronteggiare la criminalità e prevenire gli incendi boschivi attraverso sistemi satellitari. In più abbiamo finanziato i Comuni con 15 milioni di euro per l’installazione di nuovi sistemi di videosorveglianza e siamo pronti ad aumentare queste risorse”.

Nello specifico è stata poi affrontata la questione relativa alle liste d’attesa nella sanità, oltre che ai nuovi meccanismi di nomina e valutazione dei manager scelti dal governo. A tal proposito, quindi, Schifani ha aggiunto: “Senza dimenticare che il nostro sistema sanitario vanta delle eccellenze strutturali e nel personale, credo che il meccanismo di nomina dei direttori generali, e a cascata quello dei direttori sanitari e amministrativi, negli anni non abbia funzionato. La politica ha invaso la gestione della sanità, riducendo la qualità del servizio. È un fatto difficilmente contestabile. Per questo ho voluto istituire una commissione esterna che avrà il compito di indicare al governo una terna di nomi di altissima qualità all’interno della quale verrà scelto il vincitore. È un meccanismo che, sono sicuro, limiterà al minimo l’ingerenza della politica“.

“Non ho chiesto io di candidarmi, me lo hanno chiesto. Regole del centrodestra chiare”

«Sto lavorando. Sulla base delle regole del centrodestra i presidenti di Regione uscenti vengono riconfermati. Se un giorno dovessi cambiare idea, chiederò di interrompere questa consuetudine, ma in questo momento sono concentrato sul lavoro e ritengo che servano dieci anni per attuare pienamente un programma di governo. Non è una rivendicazione, è un dato di fatto. A me è stato chiesto di scendere in campo, non ho alzato io il ditino».

Così il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, rispondendo ai cronisti a Palazzo d’Orléans, ha commentato anche alll’ipotesi di una sua ricandidatura alla guida della Regione.

«Leader liberi di decidere, ma il metodo non è cambiato»

«Fermo restando che i leader nazionali sono liberi di valutare diversamente e cambiare metodo, non mi risulta che questo sia avvenuto — ha aggiunto Schifani — a meno che un mese prima io non impazzisca e decida di dedicarmi ai miei nipoti… ma prendetela come una battuta. Siamo laici, ho ottimi rapporti con i leader nazionali e regionali. Sono sereno. Poi la politica è imprevedibile».

Schifani mostra i progetti dei termovalorizzatori: «A febbraio gli schemi pronti. Avanzo regionale oltre 2 miliardi»

In occasione degli auguri di fine anno alla stampa, il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha illustrato le immagini dei progetti relativi ai due termovalorizzatori che saranno realizzati nell’Isola, definendoli «un passaggio fondamentale per la modernizzazione del sistema di gestione dei rifiuti».

«A febbraio i progettisti dovrebbero consegnare gli schemi degli impianti – ha dichiarato il governatore – e stiamo lavorando con Bruxelles per la condivisione del piano rifiuti» ha aggiunto, sottolineando come l’interlocuzione con l’Unione europea rappresenti un passaggio decisivo per la definizione del percorso amministrativo e operativo.

Schifani ha poi tracciato un bilancio della situazione economico-finanziaria della Regione, richiamando i risultati positivi certificati da agenzie di rating, istituti e centri studi. Il presidente ha rimarcato in particolare l’obiettivo dell’azzeramento del disavanzo regionale e la formazione di un avanzo di oltre due miliardi di euro, ricordando come il percorso di risanamento sia frutto di un lavoro pluriennale.

In questo quadro, il governatore ha voluto riconoscere il contributo del suo predecessore Nello Musumeci: «All’amico Musumeci va un doppio grazie da parte dei siciliani, perché ha ridotto di 3 miliardi il disavanzo, nonostante abbia dovuto gestire la difficile fase della pandemia da Covid».

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