Cronaca Caltanissetta 3 min

Progetto “Nereidee”, riqualificare i terreni abbandonati di Linosa

29 Dicembre 2025
Renato
progetto "Nereidee"

LINOSA – Nasce il progetto “Nereidee”, il sogno divenuto idea per il recupero di quei terreni ormai abbandonati da decenni. Il metodo è, apparentemente, semplice: piantare specie mediterranee, come l’ape nera (Apis mellifera siciliana), così da avviare un’attività imprenditoriale per sfidare le difficoltà vissute sull’isola.

Progetto “Nereidee”, le tre teste dietro l’idea

A proporre il piano sono i fratelli Paolo e Dario Alfonso, di anni 24 e 30, che da tempo condividono la passione della natura. Vocazione che li ha anche spinti a studiare uno scienze agrarie e forestali e l’altro scienze naturali, con specializzazione in Biodiversità e Biologia ambientale. A seguirli nella loro impresa anche Flora, di 31 anni e assistente sociale a Lampedusa. A sostenere il progetto, poi, anche la Fondazione Sanlorenzo, nata con l’obiettivo per l’appunto di sostenere le comunità all’interno delle isole minori.

L’obiettivo del trio, quindi, è quello di organizzare dei giardini botanici, all’interno di quelli che erano terreni incolti di appartenenza alla loro famiglia. Così facendo sarà possibile contribuire al fenomeno della biodiversità tramite la reintroduzione dell’Ape Nera, una specie a rischio contaminazione genetica con altre popolazioni alloctone.

A contribuire anche l’insularità della stessa Linosa, che offre il contesto perfetto per garantire la tutela della purezza dietro la specie. Si va così a favorire, tra le tante cose, anche la sopravvivenza, e la produzione nel tempo di miele. Il trasporto della specie sarà quindi previsto, in seguito alla preparazione dei terreni e la piantumazione delle essenze mediterranee, per la prossima primavera.

Le api, inoltre, saranno acquistate da apicoltori specializzati in Sicilia, per poi venir trasportate direttamente sulla piccola isola delle Pelagie.

Il significato dell’iniziativa

Sulla questione si sono poi espressi gli stessi ragazzi dietro il progetto “Nereidee”, che hanno chiarito: “A muoverci è stato senz’altro il desiderio di tornare a casa, alla nostra Itaca: ma volevamo farlo con un presente e futuro in tasca, che desse un senso anche agli investimenti che i nostri genitori hanno fatto per sostenerci negli studi”.

Nereidee – hanno poi proseguito – racchiude ogni nostra passione: l’amore per la nostra casa, le sfide legate alla sua sopravvivenza e alla continuità, la tutela dell’ambiente e della flora e fauna della nostra isola; l’obiettivo è di preservare il suo fragile ecosistema dando vita ad un’attività imprenditoriale, nella produzione di miele e derivati apistici, che ci possa garantire di vivere felici qui tutto l’anno, non solo nel quadrimestre estivo”.

In seguito ai lavori di bonifica e ai lavori per due bacini di raccolta dell’acqua, così da aiutare l’irrigazione e favorire la migrazione della fauna, sono state poi messe a dimora 4.000 piante. Il ruolo di vestire le recinzione sarà invece giocato da erica e passiflora, con il disegno di spazi fioriti con margherite e varietà di aglio ornamentale previsto con l’arrivo della primavera.

Parallelamente, inoltre, è iniziata anche la raccolta e la messa a dimora di diverse piante endemiche di Linosa. A tal proposito sono stati infatti raccolti i semi e piantati il Pancratium maritimum (giglio marino), un fiore bianco riconosciuto per il valore ornamentale, e una varietà locale dell’aglio selvatico, dal grande valore paesaggistico.

Le parole del presidente Serpillo: “L’agricoltura non solo memoria del passato”

A concludere poi l’intervento dei tre anche il presidente dell’ Unione Coltivatori Italiani, Mario Serpillo, che ha dichiarato: “Quando ragazzi preparati rientrano e scelgono di investire dove sono cresciuti significa che esiste ancora una possibilità concreta anche per le nostre altre isole minori. E significa che l’agricoltura, se ben fatta, può diventare strumento di sviluppo e non solo memoria del passato“.

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