Il Venezuela ha dichiarato lo stato di emergenza dopo quello che il governo di Caracas definisce una «gravissima aggressione militare» da parte degli Stati Uniti. L’annuncio è arrivato nella notte dal presidente Nicolás Maduro, che ha parlato di attacchi contro obiettivi civili e militari e ha invitato la popolazione alla mobilitazione.
Secondo le autorità venezuelane, i bombardamenti avrebbero colpito diverse aree del Paese, in particolare negli stati di Miranda, Aragua e La Guaira, oltre alla capitale Caracas. Il governo ha inoltre disposto «lo spiegamento del comando per la difesa integrale della nazione», rafforzando il dispositivo militare su tutto il territorio.
«Nicolás Maduro ha disposto che tutti i piani di difesa nazionale siano attuati al momento en nelle circostanze appropriate, in stretta conformità con quanto previsto dalla Costituzione, dalla legge organica sugli Stati di Eccezione e dalla legge sulla Sicurezza della nazione», si leggein una nota ufficiale del governo di Caracas.
In tal senso, il presidente ha firmato e ordinato l’attuazione del decreto che dichiara lo stato di agitazione esterna in tutto il territorio nazionale, e passare immediatamente alla lotta armata; «L’intero Paese deve attivarsi per sconfiggere questa aggressione imperialista».
Anche da Bogotà è arrivata la conferma del presidente colombiano Gustavo Petro, che ha parlato apertamente di bombardamenti sulla capitale venezuelana. Petro ha chiesto una riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione degli Stati americani, sollecitando un intervento della comunità internazionale.
«Stanno bombardando Caracas. Allertate il mondo intero, hanno attaccato il Venezuela. Stanno bombardando con missili», ha scritto il presidente colombiano sul suo account X.