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Bar di Palermo e giochi sospesi: il Tar Sicilia dà ragione alla Questura

9 Gennaio 2026
Renato
cognome madre trapani

PALERMO – La presenza abituale di soggetti ritenuti pericolosi per l’ordine pubblico può giustificare la sospensione della licenza per i giochi pubblici, anche in assenza di responsabilità dirette del titolare dell’attività.

È quanto ha stabilito il Tar Sicilia, respingendo il ricorso presentato dal gestore di un bar di Palermo.

Il provvedimento della Questura

Il ricorso riguardava un provvedimento adottato dalla Questura nel 2021, con cui era stata disposta la sospensione per 30 giorni dell’autorizzazione all’esercizio dei giochi pubblici.

La decisione era scaturita da un’indagine della Polizia, secondo la quale il locale era frequentato da persone con precedenti penali ed era diventato un punto di riferimento per lo spaccio di sostanze stupefacenti.

Non una sanzione, ma una tutela della collettività

Secondo i giudici amministrativi, la sospensione non ha natura sanzionatoria nei confronti del gestore.

Come si legge nella sentenza, si tratta invece di una misura di prevenzione, finalizzata a impedire il verificarsi di situazioni di pericolo per la collettività, indipendentemente da una responsabilità per colpa o dolo del titolare del bar.

Il collegamento con attività illecite

Il Tar ha chiarito che non rileva il fatto che eventuali attività di spaccio si siano svolte all’esterno del locale. È sufficiente, infatti, l’esistenza di un “chiaro collegamento oggettivo” tra l’esercizio pubblico e la frequentazione reiterata di soggetti pericolosi o dediti ad attività illecite.

Durata della sospensione ritenuta congrua

Infine, il Collegio ha giudicato appropriata la sospensione di 30 giorni, superiore alla durata ordinaria di 15, ritenendo la misura proporzionata alle particolari esigenze di ordine e sicurezza pubblica emerse nel caso specifico.

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