Un importante riconoscimento per l’Iis “Leonardo Da Vinci Niscemi, di cui è dirigente la professoressa Viviana Morello, che si aggiudica il primo premio al Concorso “Nino Anselmo”. La premiazione, avvenuta il 14 dicembre scorso presso la sala “Morici” della Fondazione Sicana di Caltanissetta, ha visto i ragazzi della quarta AS, primeggiare, con il loro progetto, un sito web dal titolo “Il patrimonio culturale come ponte per il futuro: Petrusa, un viaggio nel tempo”, su storici istituti, quali l’“Empedocle” di Agrigento e il “Volta” di Caltanissetta, classificatisi al secondo e al terzo posto. A ricevere il plauso dell’Associazione archeologica nissena gli studenti Simone Bellissimo, Luciano Meli, Giulia Di Dio, Asia Ristagno, Vittorio Virone, Damiano Giugno, Carola Emulo, Gabriele Stefanini, Emanuele Lo Presti e Francesco Ristagno che con entusiasmo, passione e competenza hanno lavorato e infine presentato il progetto. Guidati dalla tutor, la professoressa Sabrina Caruso, insieme a un consiglio di classe, i giovani studenti sono stati attori protagonisti della “riscoperta” di un sito archeologico degno di nota quale quello di Petrusa. Un lavoro certosino che ha richiesto più delle trenta ore di educazione civica destinate al progetto e un’indagine altrettanto accurata, svolta attraverso strumenti via via diversi: dal reperimento della documentazione necessaria alla ricostruzione della storia del sito archeologico, attraverso la consultazione di testi presenti nella biblioteca “Mario Gori” di Niscemi, di estratti delle pubblicazioni relative agli scavi del 1996 e del 2000 e di materiale messo a disposizione dalla moglie di Totò Ravalli (ndr il compianto illustre niscemese, tra i fondatori del Museo Civico di Niscemi), al fare interviste, scattare foto e, con l’ausilio di google heart, ricreare la tridimensionalità di come poteva essere il sito archeologico. “È stato come realizzare un mosaico- ha affermato Sabrina Caruso, professoressa dell’Iis “Leonardo da Vinci” e tutor del progetto- abbiamo preso notizie da più fonti e unito le tessere per andare a ricostruire la storia del sito archeologico di Petrusa. Il lavoro è stato molto apprezzato dall’associazione archeologica nissena, al punto che i nostri studenti hanno vinto il primo premio.”
Il progetto è il risultato di una sperimentazione nazionale di alto profilo che ha selezionato una decina di scuole in tutta Italia per partecipare al PRIN (Progetto di Rilevante Interesse Nazionale) dal titolo “Orientare le nuove generazioni nel contesto mondo. Costruire il progetto di vita assumendo la responsabilità della sostenibilità ambientale e culturale”. Sotto la responsabilità scientifica del professore Massimo Margottini dell’Università Roma Tre, e su proposta della professoressa Maria Petitto, docente distaccata presso lo stesso ateneo come tutor coordinatore per i PEF, il “Leonardo da Vinci” si è ritrovato ad assumere il ruolo di testimone di un cambiamento didattico nel segno dell’innovazione. Tra gli obiettivi del progetto pilota, infatti, l’intenzione di cambiare rotta rispetto alla consueta concezione dei programmi da svolgere nell’ambito dell’educazione civica e di orientamento.
“Questo progetto- ci racconta la professoressa Sabrina Caruso- è stato una sorta di collante, attraverso un percorso unico e allo stesso tempo dinamico, tra le varie discipline. Ho visto nei ragazzi l’entusiasmo di andare a scoprire l’esistenza di un sito archeologico che per Niscemi poteva rappresentare qualcosa di bello e al quale, per varie dinamiche, non è stato dato l’opportuno risalto. Vedere la luce negli occhi di questi ragazzi, durante le escursioni nel luogo del sito, alla ricerca di pezzetti di reperti che abbiamo poi geolocalizzato, è stata una cosa straordinaria. Ragazzi dell’era 4.0, che hanno la possibilità di fruire di qualsiasi strumento digitale, hanno provato grande entusiasmo nell’andare a fare sopralluoghi e foto e sognare su quel posto, su che cosa è stato e cosa si potrebbe ancora cercare. Ecco che allora si mette insieme il vecchio e il nuovo e si crea un ponte tra passato e presente proiettato nel futuro”. Un lavoro di squadra in cui ciascun alunno ha contribuito fattivamente. “Abbiamo visto in azione tutti gli studenti, ciascuno con le proprie competenze e capacità. Ognuno di loro ha svolto un lavoro, con passione e competenza, le stesse che hanno mostrato durante la presentazione del progetto in sala “Morici”. Con perizia hanno, infatti, presentato ogni parte del sito, facendo propria la missione di valorizzazione del territorio, proponendo anche eventuali attività scientifiche che, in un futuro, potrebbero essere effettuate. Attività di ricerca archeologica non invasiva, con mezzi scientifici quali l’archeometria e la magnetometria o con l’utilizzo di georadar, in grado di sostituire gli scavi che andrebbero a deturpare l’attuale situazione ambientale, puntando quindi sull’ecosostenibilità ambientale”. Il progetto rappresenta, infatti, un perfetto connubio tra valorizzazione culturale e tutela ambientale. “L’importante missione del progetto può essere così sintetizzata: ecosostenibilità culturale e ambientale che mira a valorizzare il patrimonio presente nel nostro territorio, cercando nel nostro piccolo, come scuola, di guidare i nostri giovani a diventare attori protagonisti di quello che potrebbe essere un futuro attivo e di crescita per il nostro territorio”. Particolari le dinamiche che hanno portato i ragazzi a decidere di focalizzare l’attenzione sulla valorizzazione del sito archeologico di Petrusa, aspetto “rivoluzionario” del lavoro. “In occasione di un progetto Erasmus avevo invitato i ragazzi a svolgere un lavoro di approfondimento sulla Sughereta di Niscemi, colpita dal devastante incendio. In quell’occasione facemmo interessanti studi di tipo fisico e biologico. Quando arrivò questo progetto pilota, pensai che i ragazzi avrebbero voluto focalizzare l’attenzione sulla Sughereta, invece, il ragionamento dei ragazzi fu sorprendente perché si basava su una sorta di logica di compensazione. Hanno scelto di valorizzare qualcosa che mettese in luce Niscemi, capace anche di portare turismo, cercando di compensare quella mancanza che li ha feriti tantissimo”.
Il percorso di riconoscimento del brillante progetto prevede altre prestigiose tappe. Il 20 febbraio a Roma, in occasione del convegno nazionale conclusivo del PRIN, gli studenti presenteranno il prodotto finale del loro lavoro presso l’Università di Roma Tre e nel mese di marzo, nel corso di una conferenza cittadina, alla comunità niscemese.
Un traguardo che inorgoglisce l’Iis “Leonardo Da Vinci” di Niscemi e la professoressa Sabrina Caruso. “Insegno da trentotto anni al Liceo “Leonardo da Vinci” e sono fermamente convinta, e ogni giorno che passa ancora di più, che tutti i ragazzi hanno del potenziale e qualità straordinarie, indipendentemente dagli indirizzi, dal background familiare, dalla capacità personali o altro. Bisogna dare spazio ad attività di questo tipo perché espressione di una dinamicità, dal punto di vista metodologico, imprescindibile nella formazione degli alunni. A volte vediamo ragazzi demotivati che fanno a gara a chi fa meno e peggio e, invece, cercare di valorizzare i nostri giovani, spingere verso l’alto questo loro entusiasmo, io lo sento come missione.”
L’articolo Niscemi: al «Da Vinci» il premio Anselmo. Studenti realizzano un portale web sul sito archeologico Petrusa proviene da Today 24.