Due fonti europee hanno riferito alla Reuters che «è probabile un attacco americano all’Iran nelle prossime 24 ore». «Anche un funzionario israeliano – scrive sempre la Reuters – ha affermato che Trump sembra aver preso la decisione di intervenire, sebbene la portata e i tempi non siano ancora stati chiariti».
Mentre Washington avvia il trasferimento precauzionale del personale dalla base aerea di Al Udeid in Qatar, Teheran avverte i paesi vicini che ogni installazione americana nella regione diventerà un obiettivo legittimo in caso di offensiva. Con i canali diplomatici ormai interrotti e una repressione interna che conta migliaia di vittime, Trump ieri ha inviato un messaggio diretto ai manifestanti iraniani: “L’aiuto è in arrivo”.
Gli Stati Uniti hanno rischierato bombardieri stealth B-2 verso le basi strategiche di Diego Garcia e Guam, supportati da aerei cisterna già posizionati in Europa per garantire capacità operative a lungo raggio. Intanto, la presenza delle grandi portaerei nell’area resta contenuta: la USS Gerald R. Ford è impegnata in operazioni nei Caraibi, mentre la USS Abraham Lincoln si trova nel Mar Cinese Meridionale.
Nyt: «Qualsiasi attacco all’Iran previsto fra diversi giorni»
Il Pentagono ha presentato varie opzioni per colpire l’Iran e «qualsiasi attacco è previsto fra almeno diversi giorni e potrebbe provocare una forte rappresaglia dell’Iran». Lo riporta il New York Times citando alcune fonti americane, secondo le quali l’attacco potrebbe riguardare il programma nucleare iraniano, ma potrebbe anche avere la forma di un attacco informatico o di uno contro l’apparato di sicurezza interno, che sta usando una forza letale contro i manifestanti.
«L’Iran ha la capacità di reagire a qualsiasi attacco»
L’attacco di giugno dell’Iran alla base statunitense in Qatar dimostra la capacità di «rispondere all’attacco». A dirlo è uno dei consiglieri di Khamenei. Donald Trump dovrebbe ricordare l’attacco alla base aerea di Al-Udeid, che ha dimostrato «la volontà e la capacità dell’Iran di reagire a qualsiasi attacco», ha scritto sui social media Ali Shamkhani, consigliere della guida suprema iraniana Ali Khamenei, in seguito alle minacce di intervento di Washington in risposta alla repressione delle proteste in Iran.
Migliaia di morti e arresti nella repressione delle proteste
Intanto, le forze di sicurezza iraniane hanno ucciso almeno 3.428 manifestanti nella repressione delle proteste, secondo l’ultimo bollettino delle vittime accertate dell’Ong Iran Human Rights (Ihr) con sede in Norvegia, aggiungendo che sono state arrestate anche più di 10.000 persone.
Ihr ha affermato che l’aumento del bilancio è dovuto a nuove informazioni ricevute dai ministeri iraniani della Salute e dell’Istruzione, con almeno 3.379 uccisioni avvenute durante il picco del movimento di protesta, dall’8 al 12 gennaio.
Nuovi dati dai ministeri iraniani: il picco delle uccisioni a gennaio
Il direttore dell’Ong, Mahmood Amiry-Moghaddam, ha condannato «l’uccisione di massa di manifestanti nelle strade negli ultimi giorni», mentre Ihr ha avvertito che anche la nuova cifra rappresenta un «minimo assoluto» rispetto a quello che sarà il bilancio effettivo.
Farnesina: «Gli italiani che possono farlo lascino l’Iran»
E’ in corso nella sala di crisi della Farnesina una riunione del ministro Antonio Tajani con dirigenti del ministero, della Difesa, della sicurezza italiana, con l’ambasciatrice d’Italia a Teheran e con gli ambasciatori nelle principali capitali interessate alla attuale crisi in Iran. La Farnesina – si legge in una nota – conferma l’indicazione di lasciare l’Iran ai cittadini italiani che possano farlo.