Quando Antonino Raniolo si è presentato al pronto soccorso dell’ospedale «Vittorio Emanuele», zoppicando per una ferita al piede, ha offerto ai medici una spiegazione sbrigativa: un banale incidente stradale. Ma per il personale sanitario che lo ha preso in cura poco dopo l’una di notte, la natura del trauma era evidente. Non si trattava di lamiere contorte, ma di un proiettile. I medici hanno subito allertato le forze dell’ordine, trasformando un referto ospedaliero in un’indagine penale che riaccende i riflettori sulle dinamiche criminali della città.
Raniolo, 22 anni, non è un volto nuovo per le autorità locali. Il suo nome compare già negli atti giudiziari relativi a un regolamento di conti avvenuto nel settembre 2022.
In quell’occasione, uno zio di Raniolo, venne fatto segno di alcuni colpi e rimase ferito alla schiena. Secondo le indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta, i colpi furono esplosi dal balcone di un’abitazione da dove padre e figlio avevano aperto il fuoco contro un gruppo di persone giunte sotto la loro casa per vendicare un torto subito: pare si trattasse di una lite avvenuta poche ore prima.
Mentre quel caso attraversa ora le fasi giudiziarie, l’episodio dell’altra notte aggiunge un nuovo capitolo a una cronaca di violenza urbana. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire i movimenti del giovane per capire chi abbia sparato e perché, sebbene si trovino di fronte a quello che le autorità descrivono come un fitto velo di omertà — una forma di reticenza radicata che spesso ostacola le indagini nel territorio.
Gli inquirenti puntano ora sulla tecnologia per colmare i vuoti lasciati dalle testimonianze mancate. Stanno esaminando i filmati delle telecamere di sorveglianza urbana, con l’obiettivo di identificare l’aggressore e confermare un sospetto che aleggia sul caso: che il ferimento sia l’ultimo segnale di una guerra sotterranea. E non escludono che possa entrarci, anche in maniera indiretta, il sottobosco dello spaccio. O contrasti tra giovani emergenti.
Per ora, Raniolo resta ricoverato, piantonato non solo dai medici ma anche dai dubbi degli inquirenti. La sua versione dei fatti — il racconto di un incidente avvenuto in solitudine — rimane ferma, nonostante la traiettoria di un proiettile racconti una realtà molto diversa.
L’articolo Gela, giovane ferito da un colpo di pistola. Smentita la tesi del finto incidente stradale proviene da Today 24.