Cronaca Siracusa 5 min

SuperG a Wengen, storico trionfo per Franzoni: «Qui mi ero infortunato, è il fato»

16 Gennaio 2026
Renato

Altro che fuoco di paglia: Giovanni Franzoni faceva sul serio quando nei giorni scorsi ha dominato le due prove cronometrate sulla leggendaria Lauberhorn di Wengen. E così – puntualissima e oltremodo confortante con le Olimpiadi sempre più vicine – è arrivata la vittoria nel superG, la sua disciplina preferita, la prima in carriera «In questi giorni ho cercato sempre di sciare sciolto ma deciso, senza risparmiarmi, e mi sono trovato benissimo su questa pista e su questa neve dura e ghiacciata», ha raccontato il ragazzo lombardo di Manerba sul Garda, 25 anni il prossimo 30 marzo.
«Ma oggi – ha aggiunto – partivo per primo con il pettorale 1 e sentivo un pò di pressione». Giovanni è però riuscito a domarla perchè dentro di sè si è detto: «goditela questa gara, pensa solo a sciare e a divertirti». Ed è andata esattamente così: ha sciato pulitissimo e veloce aggiudicandosi apparentemente senza problemi il primo successo in carriera dopo aver conquistato in dicembre il primo podio con il terzo posto in Val Gardena.

Franzoni ha vinto infatti in 1.45.19 lasciando alle spalle ben staccati sul podio l’austriaco Stefan Babinsky in 1.45.54 e lo svizzero Franjo von Allmen, che aveva vinto lo scorso anno, in 1.45.56. Solo quarto, ma da vero sportivo il primo a congratularsi con l’azzurro (“me lo aspettavo da lui un risultato così perchè sta sciando davvero bene”) il grande campione elvetico Marco Odermatt, che con 325 punti mantiene la leadership di disciplina in cui Franzoni è salito al terzo posto con 218, subito alle spalle dell’austriaco Vincent Kriechmayr con 231. «E’ assolutamente incredibile, se a inizio anno mi avessero detto che sarei stato terzo in Val Gardena e primo qui, su due piste in cui faticavo maggiormente, non ci avrei mai creduto. Una cosa è però cambiata negli anni, dopo il mio grave infortunio di Wengen: ultimamente sto cercando di godermi la gara». ha raccontato poi l’azzurro. «Qui mi sono infortunato nel 2023ma è anche la pista dove ho raccolto i miei primi punti in superG: è il fato. E’ un posto speciale e vincere qui è incredibile – ha proseguito – Come già detto in Val Gardena, Matteo Franzoso e il suo ricordo saranno con me in ogni gara».
Per l’Italia , in questa gara spettacolare dentro un panorama mozzafiato d’alta montagna ai piedi dello Jungfrau e della parete nord dell’Eiger, c’è poi in particolare Mattia Casse 8/o in 1.46.20 e più indietro Jacques Alliod 18/o, Christof Innerhofer 21/o e Florian Schieder 25/o. Sono invece usciti Guglielmo Bosca e Dominik Paris che dalla trasferta nordamericana continua a soffrire di un risentimento alla caviglia sinistra.

Franzoni è il primo azzurro a vincere il superG di Wengen. Del resto sono anche pochissimi gli italiani che si sono imposti nelle gare veloci su queste nevi. Nella classica discesa – la più lunga del mondo con i suoi massacranti 4.480 metri – il primo italiano fu il mitico Zeno Colò nel 1948. Poi nel 1995 vinse Kristian Ghedina e nel 2013 si impose Christof Innerhofer. Molto meglio per l’Italia negli slalom speciale (la gara di domenica) e nella ormai abolita combinata con vittorie di Gustav Thoeni, Alberto Tomba e Giorgio Rocca).

Domani a Wengen tocca alla discesa con la certezza che gli svizzeri faranno di tutto per vincerla sulle nevi di casa e davanti al loro pubbico. Ma ora sanno che cè un italiano in più – e di valore – con cui dovranno misurarsi. Certo i migliori tempi nelle lunghissime prove crono ed il successo in superG hanno certamente bruciato qualche energia di Franzoni , che in passato aveva subito amche un lungo fermo dopo un serio infortunio muscolare che aveva patito proprio a Wengen. Ma il bresciano ha in fondo solo 24 anni e poi se quando si gareggia ci si diverte come fa lui non c’è’ stanchezza che tenga. E dunque per l’Italia a questo punto – e dopo un superG che era decisamente più libera che gigante – è più che lecito sperare in un risultato eccellente anche per la discesa di domani. Sarebbe anche questo per Franzoni un bel modo per onorare nuovamente il suo grandissimo amico e compagno di squadra Matteo Franzoso, tragicamente scomparso la scorsa estate dopo un incidente in allenamento sulle nevi del Cile.

Ma domani sarà giornata di discesa ache per Sofà Goggia e le ragazze jet azzurre, per giunta sulle nevi italiane di Tarvisio. In realtà nelle due prove Sofà non ha brillato. Lo riconosce lei stessa anche se di certo non si demotiva: «a dire la verità c’è tanto da limare, le cose non mi stanno venendo facilissime ma ho il tempo per studiare meglio le linee in vista della gara. L’umidità determinerà le condizioni della gara di domani: dovremo essere pronte a tutte e vedremo. Fisicamente sto molto bene, riconosco che in discesa sin qui non è stata una stagione vincente». Ma annuncia battagliera la bergamasca: «domani ci sarà da partire bene sin dal primo tratto di scorrimento, cercando di fare la differenza nelle poche curve che ci sono e spianarsi il più possibile per portare la velocità dalla cima fino in fondo, perchè non ci sono punti per poterla recuperare». C’è’ stata comunque a brillare la prestazione della gardenese Nicol Delago, miglior tempo nella seconda ed ultima probante prova cronometrata. Il che vuol dire che fortunatamente l’Italia ha nella velocità varie frecce da scoccare per centrare il bersaglio.

Fonte