Cronaca Caltanissetta 3 min

Gela resiste alla furia del maltempo, provincia tra emergenza e attenzione

20 Gennaio 2026
Renato

Il cielo plumbeo sopra il golfo di Gela non è soltanto un segnale meteorologico, ma il vessillo di un’allerta che tiene l’intera isola con il fiato sospeso. Mentre la Sicilia orientale fa i conti con un’allerta rossa con massima attenzione, Gela e il Nisseno si trovano a gestire una situazione critica, seppur priva di danni strutturali irreparabili, sotto la guida costante delle autorità locali.

Il sindaco Terenziano Di Stefano coordina senza sosta il Centro Operativo Comunale (Coc), insediato stabilmente presso la sede del Comando di Polizia Municipale. Al fianco del primo cittadino, l’intera giunta e i vertici della Protezione Civile monitorano un territorio flagellato da raffiche di vento e piogge battenti.

Il bollettino gelese racconta di cartelloni pubblicitari divelti, tegole e calcinacci precipitati dai cornicioni, ma è nel cuore pulsante dell’economia locale che si registrano le ferite più profonde. La «fascia trasformata», quell’area verde di vetro e polimeri che si estende tra Gela e Vittoria, ha subito duri colpi dalle folate che spirano violente da oriente.

Alcune serre sono state scoperchiate dal vento, compromettendo le colture in una stagione già segnata dalle incertezze. Come sottolineato da Coldiretti Sicilia, ci troviamo di fronte a «danni per migliaia di euro nelle campagne siciliane a causa del maltempo».

Sebbene la zona di Catania resti quella più colpita dal punto di vista agricolo, l’intera provincia di Caltanissetta vive ore di apprensione per una viabilità interna ridotta a un colabrodo.

In Sicilia sono stati 380 gli interventi dei Vigili del fuoco, una quarantina in provincia di Caltanissetta, diversi dei quali a Gela.
«Circa trenta interventi — spiega una fonte — sono stati portati a termine con successo in provincia tra la notte scorsa e la mattinata odierna, senza danni a cose o persone. Una decina sono ancora in corso. Le squadre sono al lavoro».

Sul fronte meteorologico, la sintesi è amara: dopo una brevissima tregua attesa per giovedì, un nuovo vortice ciclonico di matrice atlantica minaccia di investire il Sud a partire da venerdì. Gli esperti prevedono accumuli superiori ai 300 mm sui settori ionici. Una dinamicità atmosferica che suggerisce come la terza decade di gennaio sarà caratterizzata da una persistente instabilità.

Il governatore Renato Schifani, in costante contatto con il direttore della Protezione Civile Salvo Cocina, monitora l’evacuazione di circa 190 persone in tutta l’isola. Se a Gela le scuole rimangono chiuse in via precauzionale, altrove il bilancio è drammatico: fiumi esondati nel Messinese. Un anziano, violando il divieto di transito sul lungomare, è finito con l’auto dentro a una voragine a Santa Teresa di Riva: tratto in salvo. Borghi storici come Marzamemi parzialmente sgomberati. In questo scenario di resistenza, la macchina dei soccorsi schiera oltre mille volontari e cinquemila unità di personale tra Vigili del Fuoco e Forestale, uniti in un unico sforzo per proteggere una terra bellissima e fragile.

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