Non si ferma la corsa del prezzo dell’oro: il metallo prezioso con consegna immediata (Gold spot) passa di mano a 4.864,2100 dollari l’oncia con un aumento del 2,12% mentre l’oro con consegna a febbraio (Comex) è scambiato a 4.858,20 dollari con una crescita dell’1,94%.
Ripiega lievemente il prezzo dell’argento che è scambiato a 94,45 dollari con una flessione dello 0,37%.
Prezzo del petrolio in calo questa mattina sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a marzo è scambiato a 59,76 dollari al barile con una flessione dello 0,99% mentre il Brent, sempre con consegna a marzo, passa di mano a 64,19 dollari al barile con una riduzione dell’1,12%.
L’euro apre poco mosso sul dollaro sopra quota 1,17 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1724 sul biglietto verde (-0,01%) e a 185,40 sullo yen (+0,01%). Debole anche il cambio dollaro/yen a 158,12 (-0,03%).
Il biglietto verde ha toccato i minimi delle ultime tre settimane rispetto all’euro e al franco svizzero, dopo che le minacce della Casa Bianca sulla Groenlandia hanno innescato una vendita massiccia di asset statunitensi, dalla valuta alle azioni di Wall Street e ai titoli del Tesoro.
Anche lo yen è stato messo alle corde dopo che i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi hanno raggiunto livelli record, con gli investitori preoccupati per la generosità fiscale del primo ministro Sanae Takaichi, che punta ad ampliare il proprio mandato nelle elezioni anticipate del mese prossimo. Lo yuan cinese ha registrato un calo rispetto al massimo di 32 mesi dopo che la banca centrale ha inaspettatamente indebolito la sua guida di riferimento giornaliera per la valuta attentamente controllata.