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Come nascono giochi e tecnologie: dal Senet in Egitto al cinema dei Lumière

22 Gennaio 2026
Renato
videogioco

Quando parliamo di “invenzioni” spesso cerchiamo un nome, una data o un luogo preciso. È rassicurante pensare che tutto abbia un’origine chiara. In realtà le innovazioni più importanti non nascono mai da una singola mente o in un solo Paese. Sono il risultato di bisogni condivisi, contesti culturali simili e sviluppi paralleli. Quindi dire che qualcuno ha inventato qualcosa è spesso del tutto sbagliato. Un’invenzione è sempre un complesso di scoperte, a volte provenienti da angoli diversi della Terra. Ecco alcuni esempi.

gioco d'azzardoIl gioco d’azzardo in Cina

Il caso dell’azzardo: addomesticare il caso. 
Il gioco d’azzardo non è stato “inventato”: è emerso ogni volta che l’essere umano ha cercato di dare un senso al caso, alla fortuna e alla sventura. In Cina, già durante la dinastia Han, esistevano forme di lotterie organizzate, talvolta usate persino per finanziare opere pubbliche. In Egitto il gioco aveva anche una funzione simbolica: il Senet non era soltanto intrattenimento, ma un rituale legato al destino dell’anima nell’aldilà. Nel mondo greco, dadi e astragali erano strumenti ludici ma anche filosofici: il caso diventava un tema di riflessione sul rapporto tra fato e libero arbitrio. A Roma, il gioco d’azzardo era così diffuso da richiedere leggi specifiche, spesso ignorate, segno di una pratica ormai radicata nella vita quotidiana. In India infine i dadi assumono un valore morale, comparendo nei grandi poemi epici come prova di carattere e responsabilità.

Ecco quindi alcuni esempi di giochi antichi più diffusi:

  • Cina — lotterie primitive, giochi con dadi.
  • Egitto — Senet, Mehen.
  • Grecia — astragali, dadi.
  • Roma — alea, giochi con tessere.
  • India — giochi di dadi rituali.

Senet Il Senet è uno dei più antichi giochi da tavolo del mondo, nato nell’antico Egitto

Il filo conduttore è evidente: civiltà lontane tra loro hanno sviluppato pratiche simili per affrontare l’incertezza, molto prima della matematica delle probabilità. Da questi rituali arcaici si arriva, per evoluzione culturale e tecnologica, ai moderni casinò digitali, fino a piattaforme avanzate come Felix Spin Casino, dove il caso è regolato, trasparente e moltiplicato in centinaia di giochi diversi.

Dal rituale allo spettacolo: quando nasce il cinema.
Anche il cinema è spesso attribuito a un singolo evento — la proiezione dei fratelli Lumière — ma questa è soltanto una tappa finale. L’idea delle “immagini in movimento” è il risultato di progressi lenti e distribuiti tra scienza, tecnica e arte. In Francia, Auguste e Louis Lumière perfezionarono la proiezione pubblica, trasformando una curiosità tecnica in uno spettacolo collettivo. Ma prima di loro, Louis Le Prince aveva già registrato brevi sequenze in movimento mentre nell’Europa orientale Joseph Timchenko lavorava su meccanismi fondamentali per la proposizione intermittente delle immagini.

cinemaIn Francia Auguste e Louis Lumière inventarono il cinema

Negli Stati Uniti, Thomas Edison non inventò il cinema ma ne accelerò la diffusione commerciale. Intanto, in Germania e in Inghilterra, studi ottici e giocattoli visivi dimostravano che l’occhio umano poteva essere “ingannato”. Il cinema, quindi, non nacque in un giorno: accadde quando la tecnologia raggiunse finalmente l’immaginazione umana.

Anche i videogiochi hanno una lunga storia.
Anche qualcosa che oggi consideriamo semplice intrattenimento, come i videogiochi, nasce da un percorso lungo e frammentato. Non esiste un singolo inventore, ma una serie di tentativi, prototipi e intuizioni distribuite nel tempo, spesso nate in laboratori scientifici più che in aziende di intrattenimento. Nel 1947 Thomas T. Goldsmith Jr. ed Estle R. Ray depositarono un brevetto per un dispositivo elettronico basato su tubo catodico, considerato uno dei primi antenati concettuali dei videogiochi.

videogiocoLa ”Brown Box”, antenato della Magnavox Odyssey, la prima console domestica

Nel 1958, William Higinbotham realizzò Tennis for Two, un gioco interattivo mostrato su un oscilloscopio, pensato esclusivamente per intrattenere i visitatori di un laboratorio scientifico: niente mercato, soltanto curiosità e divertimento. Il vero punto di svolta arrivò però con Ralph H. Baer, spesso definito il “Padre dei videogiochi”. Negli anni Sessanta sviluppò il prototipo noto come Brown Box, che portò nel 1972 al lancio della Magnavox Odyssey, la prima console domestica. Da quel momento, il gioco elettronico uscì dai laboratori ed entrò nei salotti, dando origine a un’intera industria.

Giochi, tempo, scrittura: lo stesso schema ovunque.
Questo modello si ripete in moltissimi ambiti. I giochi da tavolo compaiono in Mesopotamia, Egitto, Cina e India con forme diverse ma funzioni simili: allenare la strategia, simulare il conflitto, socializzare. La misurazione del tempo nasce in Egitto con le meridiane, a Babilonia con il sistema sessagesimale, in Cina con orologi ad acqua e in Europa con meccanismi a pesi.

John HarrisonJohn Harrison è l’inventore del primo cronometro marino

La scrittura segue lo stesso percorso: cuneiforme in Mesopotamia, geroglifici in Egitto, carta in Cina, alfabeti fonetici nel Mediterraneo. Nessuno è un assoluto “inventore”. Ognuno risponde a un bisogno concreto, utilizzando i materiali e le conoscenze disponibili.

Perché il mito dell’inventore è fuorviante.
Attribuire tutto a una singola figura semplifica la storia ma eccessivamente. Le grandi innovazioni sono processi collettivi, spesso anonimi, che emergono quando una società è pronta ad accoglierle. Capire questo non toglie valore ai singoli contributi. Al contrario li colloca in una rete più ampia e interessante. In definitiva l’umanità non inventa “a colpi di genio”. Ma costruisce lentamente, copiando, adattando, fallendo e riprovando.

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