È il giorno degli interrogatori preventivi nell’inchiesta giudiziaria ribattezzata dai media «Nisseno Pulito». Sono cinque le richieste di arresti domiciliari formulate dai pm per una presunta tangente. A salire i gradini del palazzo di giustizia e presentarsi davanti al Gip, saranno Michele Mancuso, parlamentare regionale di Forza Italia e Lorenzo Tricoli, già sindaco di Sommatino, e personaggio politico vicino al parlamentare azzurro. Con loro altre tre persone. Per Mancuso e Tricoli è certamente l’ora più buia della loro carriera politica. E, come già fatto dal procuratore capo, Salvatore De Luca, è bene sottolineare che al momento per tutti i soggetti coinvolti nell’indagine (sei), «vige il principio della presunzione di innocenza».
Il rischio degli arresti domiciliari non riguarda solo il parlamentare e il suo amico e consigliere. Sono infatti coinvolti anche i familiari dello stesso Tricoli — i nipoti Ernesto e Manuela Trapanese con il marito di quest’ultima, Carlo Rizioli — per i ruoli ricoperti nell’associazione “Gentemergente”, cuore pulsante del presunto sistema. A completare il quadro è la posizione di Eugenio Bonaffini, accusato di truffa ai danni della Regione Siciliana, per il quale però non c’è alcuna richiesta di arresto. Secondo gli inquirenti, le fatture di alcuni spettacoli in provincia sarebbero state “gonfiate” per incassare l’intero contributo di 98mila euro, a fronte di costi reali stimati in appena 20mila. Somme ingenti ottenute anche per eventi mai svoltisi, ufficialmente annullati per maltempo. L’aspetto dell’indagine che riguarda Mancuso sarebbe una presunta mazzetta da 12 mila euro, versata in tre trance da Tricoli e intascata dal parlamentare azzurro.
Il Gip, Santi Bologna, dopo aver disposto il sequestro preventivo di somme in denaro per un ammontare di 69.496 euro dovrà ora sentire gli indagati e decidere se accogliere o meno la richiesta di arresti domiciliari formulata dai pm a carico di cinque dei sei indagati (tutti tranne Bonaffini).
Anche in queste ore dure solo le reazioni dal mondo civile e politico. Spazio Civico condanna senza appello il sistema: «Siamo lontani anni luce da una politica ridotta a baratto e mercificazione del consenso. La corruzione è una ferita al bene comune». Anche dal movimento Sommatino Vince, arriva un monito severo: «Si accenda un faro su chi ha gestito la cosa pubblica come un affare privato. Con l’operazione “Nisseno pulito” la comunità è pronta a lasciarsi alle spalle un’epoca di ombre».
L’articolo Mancuso e Tricoli stamane davanti al Gip. Cinque indagati rischiano i domiciliari proviene da Today 24.