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Pacchetto Sicurezza, verso il Cdm e il voto Aula con il tentativo di mediare in Senato

3 Febbraio 2026
Renato

Quarantotto ore per affinare le misure sul pacchetto sicurezza che andranno sul tavolo del Consiglio dei ministri, ma anche per capire se ci sono ancora possibili spiragli per una risoluzione unitaria. Giovedì pomeriggio è in programma la riunione di governo che dovrà varare le norme allo studio ma potrebbero esserci in mattinata anche le comunicazioni dell’esecutivo sugli incidenti di Torino al corteo a sostegno del centro sociale Askatasuna

In un primo momento il Cdm era stato convocato per mercoledì, lo slittamento serve pure per continuare il dialogo con il Quirinale sul provvedimento, il cui contenuto è stato esaminato ieri durante il vertice a palazzo Chigi e poi successivamente dai tecnici. L’orientamento del governo è quello di inserire in un decreto legge le misure considerate più ‘urgentì sul tema della sicurezza, dal fermo preventivo di «persone sospettate di costituire un pericolo per il pacifico svolgimento» di una manifestazione al potenziamento del divieto di accesso ai centri urbani; dalla stretta sui coltelli alla non iscrizione nel registro degli indagati degli agenti che agiscono per legittima difesa. Il confronto in corso è sui principi di costituzionalità di ogni singola misura ma sotto traccia va avanti anche il tentativo fatto partire ieri dalla premier di una condivisione bipartisan sulle violenze.

Oggi è in programma una conferenza dei capigruppo al Senato, con il presidente Ignazio La Russa che tenterà un’ultima mediazione, dopo l’appello della presidente del Consiglio a una stretta collaborazione istituzionale. Già ieri c’è stato un giro di telefonate, il compromesso per una eventuale convergenza è far sì che la risoluzione sia la più asciutta possibile, con la condanna degli attacchi ai poliziotti e il sostegno alle forze dell’ordine, insomma senza alcun riferimento alle misure che poi il Consiglio dei ministri adotterà giovedì. I margini per il dialogo sono strettissimi. La maggioranza è intenzionata comunque a chiedere comunicazioni al governo su Askatasuna, a confermarlo oggi è anche il capogruppo di FI, Maurizio Gasparri. «Noi cerchiamo l’accordo, ma non cederemo alla resa nei confronti della criminalità», osserva l’azzurro. «Vogliamo vedere quanto è seria questa disponibilità al confronto che viene preannunciata, io da capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato non ho ricevuto nemmeno mezza telefonata da parte di un esponente del centrodestra», ha fatto sapere il pentastellato Stefano Patuanelli.

Oggi è prevista l’informativa del ministro Piantedosi alle Camere. «E non si vota, ribadiremo la netta condanna verso l’aggressione degli agenti a Torino e la solidarietà alle forze dell’ordine. Il Partito Democratico ha già chiesto attraverso la sua segretaria Elly Schlein di non fare strumentalizzazione politica su questo tema», la nota di ieri dei capigruppo dem Francesco Boccia e Chiara Braga. Sulle misure la Lega è in pressing: al consiglio federale in programma oggi definirà le proposte per integrare il pacchetto a partire dalla norma ‘chi rompe pagà che prevede una cauzione per chi desidera manifestare.

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