Cronaca Siracusa 2 min

Caldo estremo, danni ai raccolti e rincari per il caffè

18 Febbraio 2026
Renato

Il cambiamento climatico sta rendendo sempre più difficile la coltivazione del caffè nei principali Paesi produttori a causa dell’aumento dei giorni di caldo estremo, minacciando i raccolti e contribuendo all’aumento dei prezzi. E’ quanto rileva un’analisi di Climate Central, secondo cui tra il 2021 e il 2025 si sono verificati in media 47 giorni aggiuntivi di caldo estremo all’anno in 25 paesi, che rappresentano quasi tutta la produzione mondiale di caffè. In particolare, i cinque Paesi che forniscono il 75% del caffè mondiale – Brasile, Vietnam, Colombia, Etiopia e Indonesia – hanno registrato in media 57 giorni in più di temperature al di sopra dei 30 gradi Celsius.

«Il cambiamento climatico incombe sul nostro caffè. Quasi tutti i principali paesi produttori stanno sperimentando un aumento dei giorni di caldo estremo che può danneggiare le piante, ridurre i raccolti e influire sulla qualità dei chicchi», ha spiegato Kristina Dahl, vicepresidente per la scienza di Climate Central. «Col tempo – ha proseguito – questi impatti potrebbero estendersi dalle aziende agricole ai consumatori, fino a raggiungere la qualità e il costo della tazzina di caffè».

I dazi Usa sulle importazioni dal Brasile, che fornisce un terzo del caffè consumato negli Stati Uniti, hanno contribuito all’aumento dei prezzi lo scorso anno, ha affermato Climate Central. Ma le condizioni meteo estreme nelle regioni di coltivazione del caffè del mondo sono «almeno in parte responsabili» del recente aumento dei prezzi, ha aggiunto.

La coltivazione del caffè necessita di temperature e precipitazioni ottimali per prosperare. Le temperature superiori ai 30 gradi sono «estremamente dannose» per le piante di caffè Arabica e «sub-ottimali» per la varietà Robusta, ha affermato Climate Central. Queste due specie vegetali producono la maggior parte dell’offerta globale di caffè.

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