Il sospiro di sollievo per la possibile proroga degli ammortizzatori sociali non spegne le polemiche sul futuro industriale di Gela. Con un emendamento al decreto Milleproroghe, il Governo ha esteso la mobilità in deroga fino al 31 dicembre 2026 per i lavoratori delle aree di crisi complessa, rimediando a quella che i parlamentari del Movimento 5 Stelle definiscono una «grave dimenticanza» della manovra finanziaria. Ma da Palazzo Madama il messaggio è chiaro: i sussidi sono solo un rinvio se non accompagnati da investimenti reali.
Il nodo Gela: territori fragili in attesa di risposte
Per la senatrice gelese Ketty Damante, segretaria in commissione Bilancio, l’intervento governativo è un atto riparatorio arrivato “in corsa”.
«Lo avevamo detto sin dall’inizio: decine di lavoratori gelesi erano stati dimenticati in manovra e ora il governo ci mette una pezza», attacca la senatrice. Pur accogliendo positivamente il prolungamento della mobilità, Damante sottolinea la fragilità di un territorio che non può più permettersi di vivere di sola assistenza. «Bene la mobilità, ma deve essere seguita da un impegno concreto sul rilancio industriale e sulla riconversione. I lavoratori non possono e non devono accontentarsi: chiedono un lavoro stabile per poter tornare a investire nel proprio futuro».
Lorefice: «Basta soluzioni last-minute»
Sulla stessa lunghezza d’onda il senatore Pietro Lorefice, Segretario di Presidenza del Senato, che accende i riflettori sulla necessità di trasformare Gela da “area di crisi” a polo produttivo moderno. «La proroga per Gela e Termini Imerese è necessaria, ma non è la soluzione definitiva», spiega Lorefice. «Le aree di crisi non possono sopravvivere di rinvii e misure last-minute. Gela attende da troppo tempo investimenti reali e una riconversione produttiva che sia capace di creare occupazione vera».
Secondo Lorefice, il rischio è che l’ammortizzatore sociale diventi un paravento per coprire l’assenza di una visione: «Gli ammortizzatori non sostituiscono una strategia industriale credibile. Servono risorse operative e tempi certi».
Una strategia per il futuro
L’articolo di legge garantisce ora una copertura fino a tutto il 2026, ma la sfida per il territorio gelese resta aperta. La politica locale e nazionale è chiamata a trasformare questi due anni di “respiro” finanziario nel cantiere di una nuova identità industriale. La richiesta che arriva dai rappresentanti del M5S è unanime: passare dalla logica dell’emergenza a quella del progetto, per evitare che, scaduta la proroga, Gela si ritrovi nuovamente sospesa nel vuoto occupazionale.
L’articolo Gela: mobilità fino al 2026, ma il M5S frena l’entusiasmo. «Non basta una pezza, serve il lavoro» proviene da Today 24.