A un mese dalla drammatica frana del 25 gennaio, mercoledì 25 febbraio, alle 18, si terrà una manifestazione commemorativa con partenza dall’incrocio tra via Marconi e via dottor Ragusa. L’evento, caratterizzato da una fiaccolata, è organizzato dal “Comitato Evento Franoso Niscemi 2026”, rappresentato dall’avvocato Francesco Rizzo. Il corteo percorrerà via Marconi, attraverserà piazza Mascione e le vie Salvatore Noto e Madonna, concludendosi dinanzi al Santuario di “Maria Santissima del Bosco”, Patrona di Niscemi.
Alla cerimonia prenderanno parte le istituzioni cittadine, i residenti evacuati precauzionalmente entro i 150 metri dal fronte e coloro che, risiedendo nella cosiddetta “zona nera” (entro i 50 metri), hanno perso definitivamente la propria abitazione. Accanto a loro, parteciperanno numerosi liberi cittadini. Sono circa 100 i nuclei familiari rimasti senza tetto: le loro case, circa 180 unità site entro i 50 metri dalla linea di frana, sono infatti destinate all’abbattimento. Complessivamente, gli sfollati della “zona rossa” (fino a 150 metri) sono 1.540.

Tra questi, undici persone appartenenti a un unico nucleo familiare, prive di alternative, vivono e consumano i pasti presso il Palazzetto dello Sport “Pio La Torre”. Una ventina di persone pernotta invece presso la Casa di riposo “Giugno”, recandosi quotidianamente al Palazzetto per i pasti. La struttura “Giugno” ospita inoltre gli sfollati allettati, ai quali vengono garantiti pasti da asporto. Altri residenti si sono trasferiti in seconde case di campagna, mentre diversi cittadini usufruiscono dei sacchi spesa e dei pasti pronti distribuiti al “Pio La Torre”.
Nel frattempo, i Vigili del Fuoco hanno avviato, con l’ausilio di droni, la fase più complessa dell’emergenza: le verifiche strutturali negli edifici situati entro i 30 metri dal fronte del distacco. La frana del 25 gennaio, estesa per quasi 5 km, ha devastato il versante meridionale del colle, lasciando molte abitazioni paurosamente sospese su dirupi profondi dai 30 ai 50 metri. Nonostante il duro colpo al tessuto economico e sociale della città, la tragedia ha paradossalmente rafforzato il legame con il territorio e il senso di coesione dell’intera comunità.
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