Cronaca Messina 4 min

Meli: “Spendere tanto spesso non basta. In estate il Messina dovrà strutturarsi”

2 Maggio 2026
Acr Messina

Il direttore sportivo Ettore Meli ha firmato le cinque miracolose stagioni del Sant’Agata prima di una positiva annata alla Vibonese. Fugaci invece le apparizioni con Acireale e Sancataldese. L’esperto dirigente messinese è pronto al rush finale del torneo di D, che sembra essersi deciso alla penultima giornata in chiave promozione. 

SavoiaI tifosi del Savoia (foto Giuseppe Scialla)

“Il Savoia è favoritissimo anche se gioca contro una squadra con l’acqua alla gola. Non sarà scontata però ovviamente ha la promozione in mano. La Nissa ha pagato alcuni alti e bassi e insieme alla Reggina ha deluso a fronte degli investimenti effettuati. A Caltanissetta il presidente sta dimostrando grande passione ma sarà ovviamente amareggiato e non vincere quest’anno è veramente duro”. 

Le due big dovranno riprovarci l’anno prossimo, in un girone che dovrebbe accogliere due retrocesse: “Il Siracusa è a rischio per le note problematiche economiche. Il Trapani invece afferma che punterà ancora a vincere la D ma è davvero difficile sbilanciarsi in merito. Reggina e Nissa non hanno mai espresso un grande calcio. Dopo un filotto di risultati pensavo che gli amaranto potessero vincere il campionato ma hanno perso punti decisivi con Messina, Lamezia e Acireale. È stato un campionato molto livellato in cui nessuno ha brillato fino in fondo. Il Savoia è stato il più continuo e ha espresso il calcio più gradevole anche se non era la più forte”.

Sant'AgataIl direttore sportivo Ettore Meli (foto Calogero Librizzi)

In provincia soltanto note liete: “Hanno giocato due grandissimi campionati sia il Milazzo, che una volta raggiunta con largo anticipo la salvezza ha chiaramente perso motivazioni, che l’Igea Virtus, dove però il -5 di penalizzazione ha pesato a livello mentale. È un peccato che non giochi neppure i playoff, li avrebbe meritati”. Per il futuro bisognerà compiere un passo avanti sul fronte strutturale: “Hanno bisogno entrambe di un campo all’altezza, soprattutto il Milazzo. Altrimenti non è facile giocare a calcio e lo spettacolo ne risente. Spero che le Istituzioni gli diano una mano”.  

Per il Messina è stato invece un 2025-26 a due facce: “Una stagione incredibile. Sembrava spacciato con il -14 e ha completato una rincorsa super. I calciatori indossando quella maglia hanno trovato forze supplementari. Poi con l’arrivo della nuova proprietà si è alzata l’asticella e la maglia ha cominciato a pesare e questo si è visto con una serie di risultati molto negativi soprattutto in casa”.

Igea VirtusL’Igea celebra Cicirello dopo un gol (foto Paolo Furrer)

In estate sarà necessario pianificare un futuro differente: “La nuova dirigenza ha rilevato il club e deciso di cambiare tanto. Gli auguro di salvarsi e di ritrovare la serenità che manca da tanti anni. Non bisogna pensare alla serie A o alla B ma soltanto a fare piccoli passi, strutturandosi in modo serio e puntando intanto alla C. Non è mai scontato come dimostrano appunto Reggina e Nissa”.

Sant’Agata intanto è ripartita dal fondo dopo svariati campionati vissuti in zona playoff in D: “Oggi ha due squadre di terza categoria e probabilmente è lo specchio della situazione. La comunità non ha capito e apprezzato i sacrifici compiuti per giocare per cinque anni la D in stadi che prima guardavamo in televisione”.

Ss Milazzo L’ingresso in campo di Milazzo e Reggina (foto Antonio Abbate)

Il calcio al Meridione sta scomparendo: “Il prossimo anno purtroppo in Sicilia avremo soltanto Palermo e Catania nei professionisti: un altro aspetto su cui si dovrebbe riflettere tanto. Al Sud è ovunque complicatissimo fare calcio. Incidono i problemi economici e non si è ancora compreso che “l’obbligo” di fare giocare i giovani non sempre porta i risultati sperati. ”.

Un altro nodo le penalizzazioni, che falsano interi campionati di C e D: “Ci sono troppe squadre che falliscono, troppe società poco serie che si impegnano per contratti che poi non potranno onorare. Se la Procura Federale acquisisce prove di comportamenti fraudolenti bisogna essere molto duri. È scandaloso che vi siano società non ancora penalizzate dopo le vertenze per mancati pagamenti dello scorso campionato. Bisogna abituarsi a spendere quello che si può ma lo fanno ancora in pochi”. 

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