La procedura di privatizzazione della Società Aeroporto Catania S.p.A. (SAC), che gestisce lo scalo di Aeroporto di Catania-Fontanarossa, finisce al centro di un’iniziativa politica del senatore Antonio Nicita. L’esponente del Partito Democratico denuncia un percorso caratterizzato, a suo dire, da “incertezza e opacità” su un’infrastruttura ritenuta cruciale non solo per la Sicilia, ma per l’intero sistema dei trasporti nazionale.
Nicita ha annunciato tre mosse istituzionali: un’interrogazione al Governo, la richiesta di audizioni in Commissione parlamentare sull’insularità – coinvolgendo i vertici SAC, il presidente della Regione Renato Schifani e i ministri competenti – e una segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per verificare eventuali criticità sotto il profilo concorrenziale.
Al centro delle contestazioni, l’assenza di elementi ritenuti fondamentali prima di procedere alla cessione del controllo societario: manca, secondo il senatore, un quadro regolatorio definito, così come non sarebbero stati chiariti i vincoli legati al fabbisogno insulare e alle strategie di sviluppo. Dubbi anche sulla valutazione economica dell’asset, in assenza – evidenzia – di una perizia indipendente e trasparente.

Particolare attenzione viene posta sul rischio di trasferire ai privati una posizione dominante senza adeguate garanzie per cittadini e imprese. In un contesto come quello siciliano, segnato da forti limiti infrastrutturali e dall’assenza di valide alternative di trasporto, il sistema aeroportuale della parte orientale dell’isola rappresenta infatti un mercato “captive”, dove – sottolinea Nicita – servirebbero regole più stringenti e non una deregulation.
Non meno rilevante, secondo il parlamentare, è il tema istituzionale. La decisione sulla privatizzazione arriverebbe in una fase in cui il principale azionista pubblico, la Camera di Commercio del Sud-Est, è commissariato, mentre la governance sarebbe espressione di equilibri politici. Un elemento che, a suo avviso, potrebbe incidere sulla legittimità delle scelte strategiche.
Tra i rischi segnalati anche quello di possibili concentrazioni o integrazioni verticali nel caso di ingresso di grandi operatori del settore o fondi sovrani, con potenziali ripercussioni sulla concorrenza e sulla gestione dello scalo.
Da qui la richiesta al Governo di sospendere o riconsiderare l’iter fino alla definizione di un quadro chiaro di regole, garanzie e vincoli. L’obiettivo, conclude Nicita, non è ostacolare il coinvolgimento dei privati, ma assicurare che un’infrastruttura strategica venga valorizzata e gestita nell’interesse del territorio, evitando decisioni affrettate che potrebbero avere effetti duraturi su tariffe, servizi e sviluppo economico.
L’articolo Siracusa. Privatizzazione SAC, Nicita incalza il Governo: «Troppe ombre su un asset strategico» proviene da Libertà Sicilia.