Il Messina e i play-out, una storia che si ripete. Dal trionfo in extremis con la Gelbison, con il boato liberatorio al gol di Antonino Ragusa, alla delusione di Foggia, in coda all’ennesima stagione tormentata. Che ha avuto peraltro pesanti riflessi sull’attuale, con una penalizzazione ereditata dalla precedente gestione, che in estate sembrava già rappresentare una pietra tombale. Tanto più che un anno prima un’altra squadra partita con un -14, il Brindisi, che venne però allestito a inizio estate e sostenne un regolare ritiro, non riuscì a evitare la retrocessione diretta, fallendo l’accesso agli spareggi.
Il Messina si carica in gruppo (foto Paolo Furrer)
Il decisivo play-out rappresenta invece l’ancora di salvataggio per un Messina che a metà stagione sembrava avere la salvezza diretta a portata di mano ma alla fine, al di là di un mercato di riparazione che ha funzionato a metà, ha pagato la fatica, nervosa oltre che fisica, accumulata nei mesi precedenti, oltre alla mancata preparazione atletica estiva, sfociata anche in qualche infortunio in corso d’opera. Per la trasferta dell’Aldo Campo, al cospetto di un avversario che non ha entusiasmato nei due confronti diretti, il tecnico Vincenzo Feola potrà contare su una rosa che è praticamente al completo.
Torna Trasciani dalla squalifica e anche Roseti, dopo l’impiego part-time con il Milazzo, è pienamente recuperato. Out soltanto Orlando e Ivan, che mancano però da tanti mesi, e Pedicone, che non si è lasciato alle spalle il recente problema muscolare. Il Ragusa ha sulla carta il vantaggio del fattore campo e dei due risultati su tre dopo gli eventuali supplementari. Il Messina, che in stagione regolare ha conquistato dodici punti in più degli iblei, ha gli uomini chiave in grado di riscrivere il destino del campionato, da Touré a Roseti, autori di 13 gol in due, a Tedesco e Saverino, che ne hanno firmati altri sette in coppia. Dalla freschezza di Giardino e Oliviero, elementi di sicura prospettiva, alla continuità di Aprile e Maisano, all’esperienza, determinante in queste sfide, di Trasciani, De Caro, Garufi e Clemente.
Roseti cerca a Ragusa il gol più importante dell’anno (foto Paolo Furrer)
L’impressione è che l’Acr abbia anhe una panchina più lunga e picchi tecnici innegabili, pur non avendo spesso brillato in un campionato meno qualitativo di qualche anno fa. Sul pullman che nel pomeriggio ha lasciato Messina e raggiunto Ragusa c’erano volti fiduciosi ma anche innegabile tensione. Ci saranno quasi 400 messinesi sugli spalti a spingere il gruppo, che ha iniziato la stagione tra lo scetticismo, scegliendo un progetto che sembrava destinato a imboccare un binario morto e ha invece raggiunto l’ultima stazione. Il meritato traguardo salvezza è distante novanta minuti, 120 al massimo in caso di perdurante parità.
Per tagliarlo a braccia alzate serve un gol in più di un avversario apparso modesto in trasferta (appena 12 punti in 17 gare) ma capace di cambiare volto in casa, dove ha battuto – a sorpresa – perfino il promosso Savoia e l’Igea Virtus. Anche il club ibleo ha vissuto un’annata tormentata, con difficoltà societarie che sembravano insormontabili. Adesso la sfida verità, con l’arma a doppio taglio dei due risultati su tre. Ma il Messina ha troppa voglia di chiudere il capitolo salvezza. Soltanto il primo passo verso un futuro all’altezza del suo blasone, anche grazie agli sforzi e agli investimenti della nuova proprietà australiana.
L’articolo Il Messina al playout di Ragusa per completare una rincorsa lunga nove mesi proviene da Messina Sportiva.