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Siracusa. Longevità e nuove sfide della sanità: la geriatria al centro del cambiamento

9 Maggio 2026

Vivere più a lungo non basta più. La vera sfida della medicina contemporanea è garantire agli anziani anni di vita in buona salute, autonomia e dignità. È attorno a questo tema che si sviluppano le “Giornate siciliane di Geriatria e Gerontologia – Una sanità forte a difesa degli anziani”, in programma l’8 e 9 maggio a Siracusa, all’Hotel Parco delle Fontane, dove specialisti provenienti da tutta Italia si confronteranno sulle nuove frontiere dell’assistenza geriatrica e sulle trasformazioni necessarie del sistema sanitario.
Il congresso, coordinato dal dottor Alfio Cimino, nasce dalla consapevolezza che l’invecchiamento della popolazione non rappresenti più soltanto un fenomeno demografico, ma una vera emergenza sociale e sanitaria. «La geriatria oggi è unanimemente riconosciuta come la disciplina medica del domani – spiega Cimino – perché la società sta cambiando in modo epocale: aumentano gli anziani e cresce parallelamente la richiesta di cure, assistenza e servizi adeguati».

Secondo il geriatra, il Servizio sanitario nazionale deve necessariamente adeguarsi a questa trasformazione, rafforzando la presenza dei reparti di geriatria negli ospedali e ripensando profondamente la medicina territoriale e domiciliare. «Occorre potenziare la rete geriatrica con ambulatori dedicati, reparti di lunga degenza, RSA più strutturate e nuovi modelli assistenziali. Tra le proposte su cui insistiamo da anni c’è anche l’istituzione del geriatra di famiglia, una figura che possa lavorare accanto al medico di base, sul modello del pediatra di famiglia».
Nel corso delle due giornate verranno affrontate alcune delle patologie più diffuse nella popolazione anziana: demenze, decadimento cognitivo, diabete, osteoporosi, insufficienza cardiaca e respiratoria, fragilità ossea e fratture. Ampio spazio sarà dedicato anche alle nuove terapie farmacologiche, dagli anticorpi monoclonali per l’Alzheimer fino alle innovazioni nel trattamento del diabete.
Tra i relatori principali ci sarà il professor Dario Leosco, presidente della Società Italiana di Geriatria e Gerontologia, che richiama l’attenzione su un dato spesso sottovalutato: «Allungare la vita è importante, ma non basta. Oggi una persona può vivere fino a 85 anni, ma trascorre mediamente oltre dieci anni in condizioni di salute non ottimali. Il nostro obiettivo deve essere aumentare gli anni vissuti bene».

Per Leosco, la prevenzione rappresenta la chiave decisiva e deve iniziare molto prima della vecchiaia. «La prevenzione non riguarda soltanto l’anziano – sottolinea – ma accompagna l’intero arco della vita. Solo così si può arrivare all’età avanzata mantenendo una buona qualità della salute».
Un tema condiviso anche dalla dottoressa Laura Vernuccio, presidente della sezione siciliana della Società Italiana di Psicogeriatria, che pone l’accento sulla fragilità sociale degli anziani. «La longevità è la grande sfida del nostro tempo, ma comporta anche nuove responsabilità. Molti anziani vivono soli, spesso in condizioni economiche difficili. Solitudine, povertà e ambiente incidono profondamente sul peggioramento delle condizioni di salute».
Secondo Vernuccio, diventa fondamentale sviluppare una rete di servizi territoriali e centri diurni capaci di sostenere gli anziani fragili, evitando isolamento e perdita di autonomia. «Non possiamo limitarci a curare le malattie – osserva – ma dobbiamo costruire contesti che permettano alle persone anziane di continuare a vivere relazioni, interessi e socialità».

Sul versante neuropsichiatrico interviene anche il dottor Dario Cannavo, specialista nei disturbi cognitivi e nella psicogeriatria, che richiama l’attenzione sulla necessità di diagnosi tempestive. «L’anziano è un paziente fragile, spesso affetto da più patologie e sottoposto a numerose terapie farmacologiche. Quando emergono depressione tardiva, disturbi cognitivi o alterazioni comportamentali è fondamentale intervenire precocemente per evitare un peggioramento del quadro clinico e della qualità della vita».
Una riflessione particolarmente netta arriva dal professor Domenico Maugeri, che invita a spostare l’attenzione dalla semplice durata della vita alla qualità dell’invecchiamento. «Non dobbiamo inseguire soltanto la longevità – afferma – ma garantire una vita degna di essere vissuta il più a lungo possibile. La salute si costruisce giorno dopo giorno attraverso stili di vita adeguati, prevenzione e attenzione all’ambiente in cui viviamo».
Maugeri evidenzia come oggi contino sempre di più i fattori legati all’epigenetica, cioè l’influenza dell’ambiente e delle abitudini quotidiane sullo stato di salute. Alimentazione, attività fisica, relazioni sociali e stimoli cognitivi diventano quindi strumenti essenziali per affrontare bene l’età avanzata.

Tra i temi più innovativi del congresso ci sarà anche l’evoluzione delle cure per il diabete nell’anziano, illustrata dal geriatra Salvatore Abate. «Oggi disponiamo di farmaci molto più sicuri rispetto al passato, come gli SGLT2, che non solo controllano il diabete ma offrono anche protezione cardiovascolare e renale».
Abate sottolinea come queste nuove terapie abbiano effetti positivi anche sul processo infiammatorio cronico che accompagna l’invecchiamento e che contribuisce all’insorgenza di ictus, infarti e insufficienza cardiaca. «L’obiettivo non è soltanto trattare una singola malattia – spiega – ma migliorare complessivamente la salute dell’anziano fragile».
Le Giornate siciliane di Geriatria e Gerontologia si confermano così un importante momento di confronto scientifico e culturale, ma anche un’occasione per riflettere sul futuro della sanità italiana. Un futuro che, secondo gli specialisti, dovrà necessariamente passare da una medicina più territoriale, integrata e vicina ai bisogni di una popolazione sempre più longeva.

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