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Siracusa. Made in Italy 2030, il confronto sulle nuove strategie industriali del Paese

10 Maggio 2026

Si è svolto nel pomeriggio di sabato 9, nella Sala Poste dell’Ortea Palace Hotel, il convegno “Made in Italy – Per una nuova strategia industriale”, appuntamento dedicato alle prospettive economiche e produttive del Paese promosso dal Rotary Club Siracusa Ortigia in collaborazione con FuturLab – Costruiamo il Futuro. L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e delle professioni, offrendo un momento di confronto sulle linee di sviluppo del Made in Italy nei prossimi anni, tra innovazione, transizione industriale, competitività internazionale e rilancio del Mezzogiorno.

Momento centrale del convegno è stato l’intervento di Federico Eichberg, che ha illustrato i contenuti del documento programmatico “Made in Italy 2030”, il libro bianco elaborato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy attraverso un ampio percorso di consultazione nazionale.

«Il libro bianco Made in Italy 2030 è il risultato di un lavoro che ha coinvolto oltre 300 associazioni di categoria e di imprese, sindacati, camere di commercio e centri studi – ha spiegato Eichberg – e ha prodotto delle linee di crescita per il Made in Italy nei prossimi cinque anni, sia per quello tradizionale sia per quello innovativo che sta conquistando i mercati nella farmaceutica, nella blue economy, nell’economia dello spazio, ma anche nelle industrie culturali e creative e nel turismo».

Nel suo intervento il Capo di Gabinetto del MIMIT ha sottolineato come il documento punti a rafforzare la competitività italiana attraverso azioni mirate e strategie di consolidamento industriale. «Il Ministero traccia delle linee di crescita e delle azioni da realizzare perché questa crescita sia più vigorosa – ha aggiunto – accompagnando l’Italia a consolidarsi fra le prime dieci economie del mondo, come seconda manifattura d’Europa e, auspichiamo, quarto esportatore globale».

Gaetano Tranchina

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del presidente del Rotary Club Siracusa Ortigia, Gaetano Tranchina, del presidente di FuturLab – Costruiamo il Futuro, Antonio La Ferrara.

Tranchina ha espresso soddisfazione per i contenuti emersi durante il confronto, evidenziando il valore strategico del territorio siracusano all’interno delle nuove politiche industriali. «È stato un ottimo risultato – ha dichiarato – perché abbiamo appreso le nuove indicazioni del Ministero sul territorio nazionale, su come intende promuovere inclusività culturale, nuovi sistemi produttivi e nuove normative sulle zone strategiche. È emerso un quadro prospettico di sviluppo importante non solo per la provincia di Siracusa, ma per l’intero Paese. Siracusa può rivestire un ruolo strategico nella costruzione di queste soluzioni».

Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo del Sud nelle future dinamiche economiche nazionali. Sul tema è intervenuto il presidente di Confindustria Siracusa, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di non interrompere il percorso di crescita avviato negli ultimi anni.

Federico Eichberg

«Questa manifestazione è stata molto importante anche per la presenza di Federico Eichberg – ha affermato – che ci ha presentato un libro bianco ricco di contenuti e capace di mettere in luce la forza e le potenzialità dell’Italia. Naturalmente esistono anche criticità, dai costi energetici alle infrastrutture, ma le nostre imprese continuano a dimostrare capacità e resilienza».

Gian Piero Reale

Il presidente di Confindustria Siracusa, Gian Piero Reale, ha poi evidenziato come il Mezzogiorno stia vivendo una fase di crescita che necessita di continuità nelle politiche di sostegno. «Il Sud deve riuscire a colmare il gap storico che ancora esiste – ha aggiunto – e i governi non devono abbandonare le misure dedicate al Mezzogiorno, perché le imprese hanno saputo coglierle. La Sicilia nel 2025 ha registrato un incremento del PIL tra i più alti d’Italia e non possiamo permetterci di perdere questo slancio. Occorre consolidare la nostra economia e sostenere gli investimenti che stanno prendendo forma sul territorio».

La seconda parte del convegno si è sviluppata attraverso una tavola rotonda con esponenti del mondo economico, finanziario e dell’informazione, che hanno approfondito le opportunità e le criticità legate alla competitività del Made in Italy nei mercati globali.

Dal confronto è emersa la necessità di costruire un modello di sviluppo capace di coniugare innovazione, sostenibilità e valorizzazione delle eccellenze territoriali, puntando sul rafforzamento delle filiere produttive e sul ruolo strategico delle regioni del Sud all’interno delle nuove dinamiche industriali europee e internazionali.

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