Cronaca Catania 4 min

ESCLUSIVA – Ricchiuti: “Non bisogna pensare al doppio risultato. Catania vuole vedere gente che lotta. Confido in mister Toscano”

12 Maggio 2026

Adrian Ricchiuti sostiene che il Catania non deve fare pretattica pensando al vantaggio del doppio risultato ma preoccuparsi di preparare bene la doppia sfida dei Quarti di Finale tenendo conto del lungo periodo di riposo. L’ex centrocampista rossazzurro, raggiunto dai nostri microfoni, confida nell’esperienza di mister Toscano e mette l’Ascoli tra le ulteriori favorite per la vittoria della post-season.

Prosegue il conto alla rovescia per l’ingresso del Catania nei play-off. Come si avvicina un calciatore a partite del genere?
«Da ex calciatore in questo momento mi sento di dire che non devono avere la pressione, non è facile a Catania stare con la testa libera e aspettare chi sarà l’avversario che affronterà i rossazzurri. Il problema è che il Catania è costretto a vincere, quindi in questo momento i giocatori si devono preparare molto bene perché non è facile giocare dopo tanto. Si dirà che incontrerà una squadra più stanca, non è vero perché sono tutte con il vento in poppa e troveranno il Catania che è da un po’ di tempo a riposo».

La lunga sosta rappresenta una condizione di vantaggio oppure può rivelarsi un’arma a doppio taglio?
«L’unico vantaggio che puoi avere è di recuperare dei giocatori che magari erano infortunati, i play-off sono una lotteria e a volte la squadra che arriva giocando e passando i turni ha una fame, un coraggio che nessuno si aspetta. Per quello dico che l’unico vantaggio che puoi avere è quello di recuperare qualche giocatore infortunato e basta, non è così positivo aspettare così tanto prima di giocare. Doppio risultato? Se parti per quello sei sconfitto, non devi pensarci. Devi pensare a vincere le partite. È normale che al 90′ ti puoi accontentare ma se tu pensi che sia un vantaggio è completamente sbagliato. Tu devi pensare che sei il Catania, che avrai dalla tua parte un pubblico che ti spingerà. Però in campo vanno i giocatori, che lo devono alla città e alla società. È arrivata l’ora di vincere questi ‘maledetti’ play-off».

Quanto conta in questa fase di preparazione uniformare la condizione atletica di tutto organico?
«Dicevo di recuperare qualche infortunato perché la condizione atletica non la puoi riprendere ormai. Arrivi a fine anno stanco e come ho detto prima riposare può essere un’arma a doppio taglio. Specialmente il riposo ti porta a ritornare in campo con il caldo e non è una cosa buona perché sicuramente quando il Catania scenderà in campo farà caldo. Però io dico che al di là di questo la squadra si deve preparare bene. Toscano sa cosa fare perché è stato uno degli allenatori più vincenti in Lega Pro. Di certo il Catania non può sbagliare se vuole portare a casa questi play-off».

Quali sono a tuo avviso le avversarie più attrezzate per la vittoria finale?
«L’Ascoli che ho visto mi ha fatto un’ottima impressione a livello di gioco, è una squadra che gioca bene a calcio e in più ha dalla sua parte un grande pubblico. Credo sia tra le squadre da battere ma ripeto sono partite a sè quindi non conta più se sei arrivato secondo o meno, conta il risultato al 90′. Poi il bello del calcio è che si troveranno delle squadre che daranno filo da torcere a tutti, anche a chi è arrivato secondo. Io dico sempre che il Catania deve rispettare tutti e non temere nessuno dentro il campo. Il Catania deve vincere perché lo dice il pubblico, la città, la storia, quindi i giocatori devono pensare a vincere. Hanno un solo risultato, è il bello o il brutto del calcio quando uno fa il calciatore. La gente di Catania vuole vedere gente che lotta per quella maglia, poi è normale che tutti vogliono vincere ma la prima regola è quella di dare tutto per la maglia e la città. Su 28 tutti vogliono vincere, è normale, però se dimostri che dai tutto in campo già sei avanti».

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«Una volta che entri in quel tourbillon i debiti sono troppi. Devi spendere 5, 6, 7 milioni per vincere il campionato, perché se non lo vinci sei ‘fallito’ già di nuovo. Finché non cambiano le regole succede questo. Si potrebbe tornare al semiprofessionismo, perché non può costare così tanto fare una Lega Pro. Se andiamo a vedere gli stipendi ormai non sono più quelli di una volta e le squadre falliscono ugualmente. Credo che tutto il sistema debba tornare a rivedere le regole, altrimenti ogni anno avremo tre quattro società che saltano per aria».

Si ringrazia Adrian Ricchiuti per la gentile concessione dell’intervista.

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