Il capitano dell’Orlandina Matteo Palermo ha analizzato la stagione, conclusasi con la sconfitta nel secondo turno di play-in contro Omegna. I due confronti di post-season si sono giocati in casa con Vicenza e in Piemonte: “Ho avuto un ampio minutaggio nel corso degli spareggi play-in e ho trovato le soluzioni personali migliori utili alla squadra. Sono un giocatore molto diverso per caratteristiche tecniche rispetto a Bertetti, il nostro playmaker titolare che è mancato nella fase finale per infortunio: è ovvio che lo sviluppo del gioco possa essere differente. Per lunghi tratti della stagione comunque sono partito in quintetto giocando assieme con Gianmarco, anche per trovare un maggiore equilibrio tecnico tra di noi”.
Palermo e Rapetti in copertura
Il gruppo, pur avendo qualche riconfermato rispetto al torneo precedente, ha cambiato volto: “Rispetto allo scorso anno eravamo un gruppo differente sia a livello tecnico che caratteriale. Ogni stagione presenta delle differenze: è normale. Non c’era molta continuità nonostante qualche elemento in comune. Lo scorso anno l’Orlandina rappresentava un trampolino di lancio per tanti ragazzi, quest’anno c’erano giocatori più formati e con buona esperienza anche in categoria superiore. Due gruppi sensibilmente differenti”.
Sul compagno Jasaitis il pensiero è che nonostante l’età possa continuare a giocare, seppur con qualche accorgimento necessario per la propria tenuta: “Con Simas abbiamo due vite abbastanza differenti fuori ma quando entriamo in campo c’è connessione massima, capisco di cosa ha bisogno sul parquet e lo coinvolgo. Mi basta guardarlo e so cosa fare. Onestamente lo vedrei ancora bene in maglia Capo d’Orlando ma con un minutaggio minore, tra i 18 e i 22 minuti distribuiti nell’arco della partita. Quando è in campo le situazioni cambiano e si crea tutto attorno a lui: ha ed avrà sempre il talento per segnare e deve riposare per giocare nel finale. Dipende se avrà ancora voglia ma anche a 45 anni sta benissimo sul parquet”.
Simas Jasaitis contesta un fischio arbitrale
In corso d’opera la società ha inserito in squadra Matteo Pollone, un’addizione importante nel girone di ritorno. “È un ragazzo molto serio, un grande lavoratore con un background cestistico di ottimo livello che si porta dagli anni di giovanili e dalle precedenti esperienze avute nel mondo senior. Ha mentalità e approccio per stare a certi livelli, lo dice il campo e tecnicamente ci ha dato un grande apporto“ ha aggiunto Palermo ai microfoni di Antenna del Mediterraneo.
È ancora presto per pensare al futuro ma il capitano vuole concludere la carriera con la stessa maglia: “Ho grande voglia di giocare a pallacanestro, quest’anno mi sono sentito bene fisicamente e per me è importante dopo stagioni caratterizzate da infortuni fisici. Ormai il livello tecnico del campionato richiede un benessere fisico molto elevato anche durante la settimana di allenamenti, se non reggi allora non puoi competere. Parlerò con la società quando sarà il momento adatto, ho sempre detto che vorrei finire la mia carriera a Capo d’Orlando dopo la scelta fatta tre anni fa di ritornare in serie B Interregionale”.
L’articolo Palermo: “Voglio finire la carriera a Capo d’Orlando. Jasaitis? Highlander” proviene da Messina Sportiva.