Cronaca Caltanissetta 3 min

Niscemi: rabbia silenziosa degli sfollati, manifestazione in piazza contro il decreto del Governo

16 Maggio 2026

Un sit-in silenzioso ma assordante quello che il “Comitato Evento Franoso Niscemi 2026” e gli sfollati della terribile frana del 25 gennaio scorso hanno attuato ieri sera in piazza Vittorio Emanuele. Una manifestazione di protesta, rabbia e delusione contro il decreto legge n. 25 approvato dal Governo nazionale, che non ha tenuto conto degli emendamenti richiesti dal Comitato frana e che risulta penalizzante per gli sfollati che hanno perso le case rimaste squarciate e sospese nel vuoto dei dirupi ed entro i 50 metri dalla linea di frana (zona nera), e per quelli evacuati precauzionalmente dai 50 ai 100 metri (zona rossa) che da 120 giorni, lasciati nell’incertezza, vivono senza sapere se potranno o meno rientrare nelle loro abitazioni e quale destino li attende. Una ferita sociale ancora profonda e per nulla rimarginata quella della frana e di una catastrofe che l’intera comunità continua a vivere con dolore e con un senso d’isolamento da parte delle istituzioni politiche nazionali, che nei giorni delle “passerelle solidali” in città avevano garantito agli sfollati il massimo supporto e sostegno.

In piazza ieri sera, dietro lo striscione del Comitato frana, le famiglie danneggiate dall’evento calamitoso e giornalisti per dare voce a chi non si sente ascoltato e a un sit-in finalizzato a impedire che, dopo la frana, possa “crollare” anche la speranza di un’intera comunità che vuole rialzarsi da un tragico disastro.

“Avevamo chiesto un equo indennizzo”, afferma l’avvocato Francesco Rizzo, presidente del Comitato frana, “ci sono case crollate da quasi 120 giorni e sospese nel vuoto ed ancora gli sfollati danneggiati non sanno quanto dovranno ricevere per le abitazioni perse; il decreto legge stabilisce solo vincoli ed incertezze che fanno male. Il prezzo parametrato proposto da Nicola Casagli, autore del nuovo report sulla frana di Niscemi, deve essere quello stabilito dai costi di costruzione della casa che le persone hanno perso ed è giusto che l’indennizzo sia libero da vincoli che impongono la delocalizzazione in altri immobili o di comprare terreni dove edificare, sempre nel territorio di Niscemi o in quelli limitrofi. Non verranno pagati gli sfollati sprovvisti di titolo abitativo e con le sanatorie incomplete. Ci sentiamo defraudati e daremo battaglia su questi punti. Inoltre gli sfollati della zona rossa vogliono sapere se e quando potranno rientrare a casa”.

Rosanna Muscia, insegnante in quiescenza, anch’essa sfollata, aggiunge: “Si sta verificando la stessa assenza conseguenziale alla frana del 1997, perché dopo tutte le passerelle politiche, le promesse, le nomine dei vari commissari, non si è visto più nessuno. Significa che chi doveva interloquire con noi non veniva mai”.

Presenti al sit-in anche i titolari delle 20 attività commerciali danneggiate dalla frana, segnati da tasse e bollette che da 4 mesi hanno continuato a pagare nonostante i locali chiusi e l’assenza di introiti; fra i quali anche il fabbro Salvatore Buscemi, che ha preferito cessare l’attività per la sua officina che è stata chiusa sulla Sp 11.

“Non ho usufruito di alcun ristoro perché ho preferito chiudere”, ha detto, poi uno sfogo di rabbia: “Un mese e mezzo fa mi è arrivato pure da pagare il passo carrabile (Tosap), che nel prossimo sit-in straccerò pubblicamente. Siamo arrabbiati neri perché per colpa di altri che non hanno fatto il loro dovere è successa la catastrofe e stiamo pagando gravi conseguenze sulla serenità delle nostre vite ed attività lavorative. Noi vogliamo essere indennizzati per i danni subiti e su questo”, conclude Buscemi, “non ci fermeremo”.

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