C’è una nuova pagina che si apre nella lunga e travagliata storia industriale di Priolo Gargallo. Con l’ingresso di Ludoil nella gestione della raffineria — un passaggio che, dopo i capitoli scritti da Erg, Isab e Goi Energy, segna la nascita del più grande polo privato italiano nel settore energetico — il sindaco Pippo Gianni ha voluto subito fissare i termini di un rapporto chiaro e diretto con i nuovi protagonisti dell’impianto.
L’incontro si è tenuto nella sede municipale di Palazzo di città, dove il primo cittadino ha ricevuto l’amministratore delegato Paolo Fedeli e il direttore generale Mauro De Franchis. Un faccia a faccia formale ma dai toni schietti, nel quale il sindaco non ha fatto mancare la propria voce a nome di una comunità che porta da decenni sulle spalle il peso — e le contraddizioni — di convivere con uno dei complessi petrolchimici più rilevanti del Mediterraneo.
Prima di entrare nel vivo delle questioni aperte, le parti hanno ripercorso l’intera traiettoria della raffineria: dalla stagione Erg, alle successive gestioni Isab e Goi Energy, fino all’attuale assetto societario guidato da Ludoil. Una disamina utile non solo come premessa storica, ma come filo conduttore per comprendere le criticità accumulate nel tempo e le responsabilità che oggi spettano al nuovo management.
Tre pilastri: sicurezza, ambiente, lavoro
Il sindaco Gianni ha articolato la propria posizione intorno a tre questioni che definisce irrinunciabili.
Il primo nodo è quello della sicurezza. Gli impianti, secondo il primo cittadino, presentano un livello di obsolescenza non più tollerabile. Gianni ha chiesto ai vertici di Ludoil un impegno concreto e misurabile nella revisione strutturale delle infrastrutture, con l’adozione di ogni misura preventiva possibile per scongiurare incidenti che potrebbero avere conseguenze drammatiche tanto per i lavoratori quanto per i residenti.
La seconda questione è quella ambientale, e qui il tono si fa ancora più urgente. I cittadini di Priolo e dei comuni limitrofi non possono continuare ad assistere inermi a episodi ricorrenti di inquinamento — l’ultimo dei quali si è verificato proprio nelle scorse ore — pagandone un prezzo altissimo in termini di salute pubblica, con tassi di malattia e mortalità che non possono essere derubricati a fatalità.
Il terzo punto riguarda il lavoro. Il sindaco ha rivendicato con forza il diritto del territorio a beneficiare concretamente della presenza industriale che lo caratterizza: Priolo e la Sicilia orientale esprimono maestranze e imprese di comprovata esperienza, riconosciute a livello internazionale, che devono trovare spazio nelle commesse e nell’indotto generato dall’attività della raffineria.
Una sfida per il nuovo polo energetico
L’incontro si è concluso senza annunci definitivi, ma con l’impegno a proseguire il dialogo. Ludoil, che con questa acquisizione consolida una posizione di assoluto rilievo nel panorama energetico nazionale, sa bene che la sua partita non si gioca solo sui mercati o nelle sale dei consigli di amministrazione: si gioca anche — e forse soprattutto — nella capacità di costruire un rapporto di fiducia con le comunità che ospitano i propri impianti. Il sindaco Gianni sembra intenzionato a non consentire che quella fiducia venga data per scontata.
L’articolo Priolo. Nasce il più grande polo privato dell’energia in Italia: Ludoil incontra il sindaco di Priolo proviene da Libertà Sicilia.