Cronaca Caltanissetta 2 min

Gela riabbraccia Nino Miceli, commerciante-coraggio. Borse di studio nel solco della legalità

18 Maggio 2026

Il legame profondo con la propria terra d’origine può resistere anche alle prove più drammatiche. Lo dimostra la storia di Nino Miceli, l’imprenditore che nel 1992 fu costretto ad abbandonare Gela, cambiando radicalmente vita e identità per motivi di sicurezza, a seguito del secondo grave attentato incendiario che distrusse la sua concessionaria Lancia in via Venezia. Miceli è stato un pioniere tra i testimoni di giustizia in un’epoca in cui il territorio era stretto nella morsa delle faide mafiose e del racket del pizzo. Le sue coraggiose denunce all’Arma dei Carabinieri si rivelarono decisive: permisero infatti il ritrovamento del libro mastro delle estorsioni a Scavone e diedero il via al maxiprocesso «Bronx 2». L’iter giudiziario si concluse con la sbarra per 47 esponenti dei clan e condanne complessive per ben 450 anni di reclusione. Per proteggerlo dalla conseguente condanna a morte emessa dalla criminalità organizzata, lo Stato lo trasferì d’urgenza in una località segreta.

Oggi, quella stessa persona che ha dovuto ricostruire la propria esistenza lontano dalla Sicilia ha deciso di rivolgere un pensiero concreto alle nuove generazioni della sua città d’adozione: Gela. Miceli ha infatti istituito delle borse di studio destinate agli studenti delle scuole secondarie di primo grado dell’istituto comprensivo «Don Bosco».

La cerimonia di consegna si terrà giovedì mattina alle 10 nel teatro Eschilo, nel contesto della rassegna teatrale scolastica internazionale intitolata “Cento passi”. L’iniziativa non vuole celebrare la figura di un eroe solitario, bensì proporre ai ragazzi una testimonianza tangibile di onestà e di riscatto civile, offrendo un’occasione di riflessione su una stagione complessa della storia locale attraverso il valore dello studio e della solidarietà.

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