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Bolignano: “L’Orlandina ha pagato le assenze. Le società del Sud penalizzate”

19 Maggio 2026
Orlandina Basket

Ospite del programma “Momenti in Tv” il tecnico dell’Infrodrive Capo d’Orlando Domenico Bolignano ha parlato della terza stagione appena conclusa nella città paladina. L’avvio è incentrato sul recente epilogo della post-season biancoazzurra: “Puntavamo a confermarci con rinnovate ambizioni in un girone molto competitivo e dall’elevato coefficiente di difficoltà. In appena due punti di margine ballavano ben quattro posizioni: infatti siamo arrivati noni, ad appena due punti dal quinto posto che ci avrebbe consentito la qualificazione diretta ai playoff. Rimango soddisfatto per il risultato, ci è mancato il guizzo finale ma ci siamo dovuti arrendere ad infortuni molteplici, che ci hanno accompagnato per tutto l’anno”. 

Orlandina BasketBertetti serve Rapetti (foto Carmen Spina)

Le assenze hanno oggettivamente penalizzato l’Orlandina: “Non è un alibi ma è mancata la necessaria continuità, dovendo trovare sempre nuovi equilibri nel roster, responsabilizzando a turno diversi giocatori. Infatti in emergenza abbiamo ottenuto grandi vittorie, anche esterne, mentre al completo abbiamo perso alcune gare inaspettate perché non eravamo coesi. L’obiettivo dopo la semifinale play-off dello scorso anno era quello di consolidarsi e competere contro chiunque. Per cercare di ottenere il salto di categoria in A2 ovviamente occorre strutturarsi ancora di più, la società però ha sostenuto tanti sforzi già quest’anno”. 

Adesso si profila un momento di meritata pausa dopo una stagione caratterizzata da trentotto partite, otto turni infrasettimanali e oltre trenta viaggi in aereo. “Sto seguendo la seconda fase dei campionati. Non avendo più da anni la proprietà dei cartellini è ovvio che in questa fase le società impongono subito il rompete le righe, sarebbe inutile proseguire allenamenti e sedute in palestra. Questo mese a tutti i livelli è sempre fondamentale per ricaricare le batterie e le idee per la nuova programmazione”. 

Orlandina BasketMarco Contento porta palla (foto Carmen Spina)

Appare prematuro parlare di futuro anche se il dialogo con la proprietà dell’Orlandina è attualmente in essere: “Ci sentiamo giornalmente con il presidente, valuteremo insieme la strada migliore da intraprendere all’esito di questo triennio che ritengo molto positivo. Dopo due retrocessioni di fila siamo riusciti con una promozione e due bei campionati a riaccendere l’entusiasmo dei tifosi di Capo d’Orlando anche grazie ad un mercato importante per la categoria con gli arrivi di Bertetti e Contento, dopo anni precedenti in cui era emersa la difficoltà a contrattualizzare certi giocatori. Stare in un luogo in cui c’è grande passione sicuramente semplifica tante cose, resta pur sempre il comune più piccolo d’Italia ad aver disputato la serie A e le Coppe europee e di certo ha beneficiato dalle imprese sportive compiute dalla squadra per fare conoscere il proprio nome”.

Da Bolignano anche un suggerimento in vista della riforma degli organici dei campionati: “Occorre trovare un maggiore equilibrio, le novità si susseguono fin troppo velocemente senza dare il tempo alle società di digerirle. A mio avviso il format delle attuali serie A e A2 può andare bene ma non si può dire lo stesso per la B Nazionale, che propone ancora un numero fin troppo numeroso di squadre non tutte di pari livello e strutturate a dovere”. 

Orlandina BasketL’Orlandina schierata con una tifosa (foto Carmen Spina)

Necessario puntare sulla valorizzazione dei giovani: “È uno dei focus fondamentali del nostro lavoro. Non basta farli crescere ma occorre proiettarli nel basket senior, tutt’altra dimensione. Sin da quando ho fatto parte della Viola Reggio Calabria l’insegnamento fondamentale era questo: lavorare con e per i giovani che devono essere al centro del progetto e non una componente residuale, anche se le tutele federali sono molto minime alla luce degli elevati esborsi che le società devono sostenere. Sia a livello giovanile che senior per competere con le società del Nord servirebbero risorse provenienti dalla Federazione rivolte alle piccole società meridionali, già di per sé geograficamente penalizzate per sostenere spostamenti e trasferte. Per anni, infatti, le grandi piazze del Nord hanno fatto razzia al Sud di talenti, inserendoli nelle proprie foresterie“. 

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