Il Tribunale Federale Nazionale ha dichiarato inammissibile il ricorso contro l’Acr Messina. I giudici della Figc hanno considerato infatti ormai decorsi i termini previsti per l’impugnazione dell’iscrizione al campionato e dei tesseramenti eseguiti dal club attraverso l’ex presidente (inibito) Stefano Alaimo. Nel dibattimento uno dei tre legali dell’Acr, l’avvocato Eduardo Chiacchio, ha rimarcato “l’assenza di provvedimenti sanzionatori o dichiarativi di inefficacia della validità della iscrizione al campionato, per vero convalidata dalla Covisod”.
Il logo della Federcalcio sull’ingresso di via Campania
Il legale campano, affiancato nel collegio difensivo da Flavia Tortorella e Luis Vizzino, ai nostri microfoni si dice soddisfatto per la pronuncia: “Rispecchia i teoremi che abbiamo esposto nelle nostre memorie e discusso in sede dibattimentale. Abbiamo sempre sostenuto che la Reggina non poteva proporre un ricorso contro di noi, non essendo dotata del potere di azione disciplinare nei confronti delle società consorelle. Questo potere è attribuito dal codice di giustizia sportiva soltanto alla Procura Federale”.
Chiacchio ha escluso ogni rapporto della neonata società con quella che l’aveva preceduta e – si legge nel documento pubblicato dal Tfn – “richiamato la decisione della CGF pubblicata il 26.1.2010, che aveva escluso la responsabilità della società Delfino Pescara 1936 Srl, società che aveva acquisito il titolo sportivo del Pescara Calcio SpA, per fatti ascritti al legale rappresentante della seconda, non tesserato con la nuova compagine. Ha inoltre rappresentato la identità dei tabulati dei tesseramenti ante e post acquisizione”.
Giancarlo Coraggio presiedeva la Cgf che assolse il Pescara
Un precedente chiave, che sembra effettivamente scagionare il Messina da ogni responsabilità: “Ho richiamato in sede dibattimentale il caso anche perché all’epoca, nel 2010, ero il legale del club che aveva rilevato il ramo d’azienda sportivo dal Tribunale di Pescara. In quella occasione venne sancito che non potevano essere attribuite responsabilità disciplinari a società che ricevano il titolo sportivo dalla Figc a seguito di un fallimento. A deciderlo fu la Corte di Giustizia Federale, che all’epoca rappresentava il massimo grado di giustizia endo-federale ed era presieduta da Giancarlo Coraggio, che poi assunse addirittura la carica di presidente della Corte Costituzionale”.
La Reggina ha annunciato un’ulteriore impugnazione ma l’avvocato napoletano del Messina è pronto a difendere nuovamente il club: “Non amo mai definirmi totalmente tranquillo… Restiamo vigili su ogni questione, siamo pronti ad affrontare argomenti così delicati con il massimo scrupolo ed estremo zelo”. Un’importante garanzia per il club presieduto da Justin Davis.
L’articolo Chiacchio: “Il Tfn ha accolto le tesi del Messina. C’è il precedente del Pescara” proviene da Messina Sportiva.