E’ stato operativo a Catania per diverse stagioni ricoprendo i ruoli di calciatore e allenatore, oltre che lavorando nello staff dirigenziale. Maurizio Pellegrino, ospite della trasmissione ‘Corner’, a Telecolor, si è espresso sul cammino del Catania in vista della semifinale di ritorno contro l’Ascoli. Spazio anche a considerazioni generali sul progetto rossazzurro:
“La prestazione obiettivamente è stata bruttissima ad Ascoli. Bisognerebbe capire le dinamiche che hanno portato a questa prova. La squadra ha determinato e inciso poco, questo l’Ascoli lo ha avvertito da subito. Con il predominio che aveva sia nel possesso palla ma soprattutto negli spazi che andava ad occupare ha capito che il Catania era in clamorosa difficoltà. Questo ha dato più coraggio ad una squadra che già aveva delle qualità e un’identità, di contro ha trovato un Catania veramente vuoto. Ascoli e Catania hanno caratteristiche quasi opposte ma non si può pensare che il Catania abbia un passivo di quattro gol sul peso tecnico delle squadre stesse. Io credo che il Catania in questa partita ed in questo percorso abbia mostrato potenzialità al di sotto delle caratteristiche dei calciatori. Questo è un mio pensiero“.
“Quando tu crei un’identità di squadra legata alla compattezza ed alla solidità difensiva con pochissimi gol presi dal Catania durante il campionato, questo contesto ti porta a creare un percorso lungimirante come dimostrato in tanti momenti della stagione regolare. Il problema è che quando trovi dall’altra parte una squadra come l’Ascoli che tiene palla ed ha il pallino del gioco, cambiare determinati atteggiamenti mentali non è mai facile. Quando tu hai quasi in maniera perfetta questo modus operandi dell’organizzazione totale nella fase difensiva, l’imprevedibilità e la reattività della fase offensiva purtroppo le tralasci“.
“La partita di Ascoli ci dice che il Catania ha pagato dazio nel momento in cui doveva ribaltare una situazione non facile. Il possesso palla dell’Ascoli per il 90% circa dopo 20 minuti significa che la squadra bianconera è costruita e allenata per sviluppare questo tipo di gioco mettendo in clamorosa difficoltà un Catania che non ha avuto la forza di reagire a questo aspetto. Non significa che la mentalità di Toscano sia sbagliata, ma è venuto fuori un Catania che non ha saputo fare diversamente da quella che è stata la sua identità dal percorso iniziale in poi”.
“Da una parte c’è una società che ha investito e si è impegnata tantissimo per il Catania, continua a farlo. Una società che deve essere criticata ma con grande rispetto ed in maniera molto costruttiva, perchè comunque rappresenta un patrimonio assoluto di questa città. L’altro patrimonio in senso assoluto sono i tifosi e devono conservare questa forma di passione, di trasporto, di amore verso Catania in queste situazioni. Poi che si contesti, che si critichi è tutto legittimo. La tifoseria del Catania è un patrimonio su cui dover insistere”.
“Ribaltare un 4-0 calcisticamente, per quello che si è visto, mi sembra davvero molto complicato. Però vivere la partita dall’inizio fino alla fine è l’unica vera certezza che oggi il Catania, la città di Catania ed i tifosi possono avere. Non c’è altro. Viviamo questa gara di ritorno cercando di sperare che qualcosa di positivo magari da subito possa arrivare e basta. Il risultato dell’andata impone tantissima personalità, tanto coraggio. Domenica ce n’è stato davvero poco”.
“Non è tutto da buttare. In questo biennio gli sforzi sono stati fatti nel portare anche giocatori di spessore a Catania. Il problema è legato alle idee, al progetto tecnico, al modo di giocare, alle caratteristiche dei giocatori, alla costruzione della squadra. Quando tu costruisci una rosa con l’obiettivo di vincere il campionato, non lo raggiungi e ti ritrovi ai playoff, il percorso si modifica e lì dovrebbe cambiare la struttura mentale, caratteriale e tecnica della squadra perchè ai playoff il margine di errore è breve. In questo biennio sono arrivati alcuni giocatori sopravvalutati, non ho problemi a sottolinearlo perchè lo dicono i fatti. E’ anche vero che in questa squadra ci sono giocatori che la C possono farla bene e anche vincere. Ma la costruzione dell’organico, l’identità, lo spessore tecnico che va dimostrato a Catania non è lo stesso di una squadra che può vincere da un’altra parte“.
“Io credo fermamente nell’identità cittadina, nello spessore dell’identità Catania che a mio avviso è quella combattiva, operaia. Nient’altro. In questo senso va costruita una squadra forte fisicamente, tecnicamente, caratterialmente ma deve avere un’intensità tale dal precampionato alla fine del campionato. Quando vedi che questo leggermente sfugge, sfugge l’identità Catania e non tutti reggono situazioni di personalità”.
“Il Catania ha preso 7 gol in questi playoff, in un contesto di squadra dove il principio era quello di non subire. Sette gol sono tanti. Questa è una forma di smarrimento assoluta. Per una squadra abituata ad essere compatta, quando subisce gol ricambiare da subito qualcosa sul piano tecnico-tattico e mentale è quasi impossibile, soprattutto quando trovi una formazione in salute come l’Ascoli. Spero che i rossazzurri giochino dando quantomeno una reazione d’orgoglio, perchè mercoledì ci saranno tantissimi ragazzini anche. Magari per la prima volta andranno allo stadio. Speriamo in una prestazione che rispecchi i bambini in quella maglia, in quel trasporto, in quella dimensione che si chiama Catania”.
“Se io giocherei la partita di mercoledì sera con due punte punte dall’inizio? E’ una questione d’interpretazione che dai alla gara. Lo sviluppo offensivo lo puoi fare con dieci uomini che non siano neanche dieci punti. Chiaramente con dei giocatori con caratteristiche offensive sei facilitato in questo ma devono essere accompagnati bene. Sarebbe un errore gravissimo pensare al risultato dell’andata, ma interpretare la partita cercando di vincerla può essere una conseguenza“.
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L’articolo EX ROSSAZZURRI – Pellegrino: “Catania smarrito, non tutto da buttare in questo biennio. Alcuni giocatori sopravvalutati. Mi aspetto reazione d’orgoglio. Credo in un’identità combattiva, operaia” proviene da Tutto Calcio Catania.