«La politica ha il dovere di ascoltare e intervenire a sostegno delle preoccupazioni, della rabbia e delle richieste degli agricoltori di Niscemi e Gela». A dirlo, è Sergio Francesco Cirrone, presidente regionale della Democrazia Cristiana Giovani, che ritiene “infelice” la decisione di procedere allo svuotamento della Diga Cimia di tutta l’acqua che contiene entro il 20 giugno.
Questo per consentire i lavori di ristrutturazione della diga. «Comprendo – afferma – l’importanza degli interventi strutturali ma ritengo altrettanto necessario ascoltare le esigenze di un comparto agricolo già duramente provato da mesi di enormi difficoltà». Gli agricoltori infatti hanno chiesto agli organi competenti di rinviare con un po’ di buon senso di un mese, ovvero a fine luglio o ancora meglio al 14 agosto lo svuotamento dell’invaso in modo da consentire di utilizzare l’acqua disponibile per le semine, anziché disperderla inutilmente a mare. Una storia quella della dispersione dell’acqua delle dighe del territorio a mare non nuova che ha tanto esasperato gli agricoltori.

«Parliamo di lavoratori di Niscemi – aggiunge Cirrone – che negli ultimi mesi hanno già subito pesantemente le conseguenze della frana che ha colpito il territorio e che ha costretto i lavoratori di molte aziende agricole ad allungare quotidianamente il percorso di oltre 20/25 chilometri per raggiungere i loro campi coltivati della piana e con la conseguenza di un aggravio dei costi resi sempre più insostenibili dal caro carburanti. Oggi togliere anche l’acqua – spiega – significherebbe infliggere il colpo di grazia ad un intero comparto produttivo che costituisce la principale risorsa economia, il sacrificio e l’identità del territorio. Per questo rivolgo un appello alle istituzioni competenti, affinché venga immediatamente aperto un confronto serio con gli agricoltori di Niscemi e Gela, per valutare l’opportunità di un rinvio dell’inizio dei lavori nei termini chiesti. La politica ha il dovere di ascoltare chi ogni giorno lavora la terra con sacrificio e dignità. Difendere gli agricoltori significa difendere il futuro della nostra comunità».
I lavori di manutenzione della diga, in territorio di Niscemi, sono stati appaltati nella prima decade del mese scorso per un importo superiore a 5,4 milioni di euro e comprendono la messa in sicurezza dell’imbocco dello scarico di fondo, esposto al rischio di interrimento sia per movimenti del fondale in caso di eventi sismici sia per effetto delle correnti generate durante le manovre di apertura; interventi sulle apparecchiature di sezionamento e su altri dispositivi tecnici.
«Capisco che da un lato – dice l’agronomo e produttore Salvatore Amato – è difficile rinviare lavori quando sono già appaltati. Ma si può comunque programmare uno svaso della diga controllato mediante un avviso pubblico da parte del Consorzio di Bonifica. Poiché la gran parte delle aziende agricole del territorio possiede laghetti artificiali, con questa procedura verrebbe consentito loro di riempirli a costi sostenibili. Questo garantirebbe ai produttori, di potere irrigare a luglio e agosto i bulbi di carciofo trapiantati. Disperdere a mare l’acqua della diga, risorsa indispensabile per l’agricoltura, sarebbe veramente uno spreco».
Anche i produttori dell’associazione Santa Maria di cui è presidente Gaetano Gentile puntualizzano con quale facilità solitamente viene dispersa l’acqua delle Dighe senza dare alternative e possibilità ai produttori.
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