Cronaca Caltanissetta 3 min

Tricolore tra storia e polemica, il simbolo della Repubblica accende il dibattito

2 Giugno 2026

Impellente è la polemica scoppiata negli ultimi mesi a causa della sempre minore inosservanza” del tricolore nazionale. Alcuni sostengono non sia giusto essere più attivi socialmente in nome di altre bandiere, dimenticandosi di tutti i problemi che esistono nella quotidianità della nostra nazione, mentre altri, con visione cosmopolita, tentano di supportare territori attualmente provati da guerre o dinamiche politiche complesse.

Patriottismo e risorgimento, la nascita del tricolore

Il tricolore nasce a Reggio Emilia nel 1797 dalla neonata Repubblica Cisalpina. La necessità di istituire una bandiera è sintomo della voglia d’indipendenza che il popolo manifesta nel desiderio di avere un comune denominatore per cui combattere e gioire. Il tricolore quindi incarnerà da quel momento il forte patriottismo rinascimentale che porterà all’indipendenza italiana.

A riguardo, nelle opere d’arte del tempo, il motivo policromatico è ovunque, espressamente rappresentato sulla tela o celato fra i colori per gli occhi più attenti. I primi vessilli venivano cuciti a mano con estrema dedizione dalle donne patriote che, volendo contribuire alla causa, creavano con cura ciò che poi sarebbe stato fieramente levato per aria da coloro che per l’unità nazionale hanno combattuto in prima linea.

Garibaldi stesso, durante la spedizione dei Mille, viene rappresentato in un dipinto, “La Bandiera Nazionale” di Induno, mentre, a Marsala, sventola il tricolore. Tale gesto esplicita l’avvenire di un cambiamento profondo perché, se nel dipinto il patriota mostra fierezza per del semplice tessuto, ciò che sta realmente accadendo in quegli anni è la nascita dell’identità del nostro Paese.

Il tricolore “divisivo” che infiamma il dibattito attuale

L’importanza del mantenimento di un’identità nazionale, anche tramite la valorizzazione del tricolore, ricopre un ruolo importante in un mondo sempre più globalizzato. Ed è qui che si colloca uno dei problemi del nostro tempo: non riuscire a mantenere un vivo interesse per la propria terra perché troppo impegnati a sminuire e svalorizzare la nazione in cui si vive.

Se è vero che è giusto mantenere un’opinione sulle dinamiche geo-politiche che interessano l’intero globo è altrettanto importante mobilitarsi sul territorio in cui si abita per cercare di migliorare, cambiare o, nel caso fosse necessario, manifestare fermamente dissenso per una dinamica o un problema che interessa la propria bandiera. Ciò che dunque infiamma il dibattito è la molteplicità di punti di vista, diametralmente opposti e apparentemente inconciliabili.

Il caso “nonna Italia”

Ciò che però ha di recente esasperato i toni è stato il gesto di colei che è diventata celebre con il soprannome di “nonna Italia“. Ex insegnante in pensione che a Milano, durante un corteo pro Pal, ha sventolato una bandiera italiana sulle teste dei manifestanti generando forte clamore mediatico.

Il dibattito resta aperto, le opinioni discordanti ben presenti, ma l’unica cosa che, aldilà di qualsiasi ideologia o corrente di pensiero, tutti forse dovremmo chiederci è perché sfocia in una tale polemica la notizia di una bandiera del nostro Paese sventolata da un balcone.

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