Cronaca Palermo 3 min

Giornata nazionale contro le leucemie 24 Giugno Villa Magnisi

23 Giugno 2026
Giornata nazionale contro le leucemie, domani alle 16,30 a Villa Magnisi – Ail Palermo-Trapani presenta il bilancio sociale e lancia una nuova sfida – Toro: «Realizziamo in città un Centro polifunzionale per malati e volontari» Educare alla solidarietà, per promuovere la ricerca scientifica e l’assistenza ai malati, per fare in modo che i passi avanti nella lotta ai tumori del sangue si raggiungano insieme, col contributo dei cittadini, con la forza di un’intera comunità. È l’obiettivo primario di Ail Palermo-Trapani, che da 32 anni custodisce il sogno semplice e potente di fare in modo che ogni persona colpita da una malattia ematologica possa sentirsi accolta, sostenuta e curata, senza differenze e senza ostacoli, contenuto nel bilancio sociale 2025 dell’associazione, che sarà presentato a Palermo mercoledì 24 giugno, alle 16,30, a Villa Magnisi-sede dell’Ordine dei medici, in via padre Rosario da Partanna 22, nella Giornata nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma.Interverranno per i saluti istituzionali il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, il presidente dell’Ordine dei medici di Palermo Salvatore Amato, il Regional Manager Sicilia UniCredit Salvatore Malandrino, l’assessore regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro Nuccia Albano, il presidente di Ail Palermo-Trapani Pino Toro; poi i volontari racconteranno l’associazione e interverranno i direttori generali dell’Asp di Palermo e delle aziende ospedaliere in cui Ail è presente (Alberto Firenze, Maria Grazia Furnari, Alessandro Mazzara, Walter Messina, Francesco Cascio) e anche i direttori delle Oncoematologie di Palermo e Trapani (Francesca Bondì, Paolo D’Angelo, Vincenzo Leone, Maurizio Musso, Caterina Patti, Alessandra Santoro, Sergio Siragusa).I numeri parlano chiaro: 359 volontari sul territorio, 6.224 donatori attivi, 324 organizzazioni che sostengono le iniziative, 215 partecipanti ai percorsi di formazione. È questa la grande famiglia di Ail Palermo-Trapani, quella che ha permesso nel 2025 di offrire 896 notte di ospitalità (tra pazienti e caregiver) nelle due Case Ail Coccinella e Chiocciola; di percorrere 42 mila chilometri da casa ai centri di cura a 62 pazienti col servizio navetta e altri 90.503 chilometri per trasferimenti da altre province ai centri specialistici regionali e nazionali; di accompagnare con il servizio di psico-oncologia 424 pazienti e 21 familiari e di garantire 201 accessi all’ambulatorio di nutrizione clinica; di portare l’assistenza domiciliare a undici pazienti adulti per 266 accessi complessivi; di finanziare 82 studi clinici; di raggiungere 47 scuole per educare al dono e di raccogliere oltre 740 mila euro tra campagne di Pasqua, Natale, 5×1000 ed eventi.Il risultato dell’esercizio 2025 evidenzia un avanzo di gestione positivo di 124.821 euro per un totale di 1.257.008 di entrate, confermando la capacità dell’associazione di incrementare le risorse destinate alla propria missione.«Il 2025 è stato per Ail Palermo-Trapani un anno di impegno, crescita e responsabilità verso le persone che accompagniamo ogni giorno nel percorso della malattia – sottolinea il presidente Pino Toro – In un contesto ancora complesso, l’associazione ha continuato a essere un punto di riferimento per pazienti oncoematologici, caregiver, volontari, sostenitori e operatori sanitari, confermando la propria vicinanza concreta al territorio e ai suoi bisogni. La nostra missione resta la stessa: rendere le cure accessibili a tutti i pazienti, indipendentemente dalle condizioni economiche, sociali o personali. Perché il diritto alla salute non può conoscere distanze, barriere o solitudini».Adesso c’è un nuovo obiettivo che non riguarda solo Ail, ma l’intera città di Palermo. «Abbiamo deciso di investire in un nuovo progetto, una nuova sfida – rilancia Pino Toro – realizzare in città un Centro polifunzionale in cui i pazienti in cura o cronicizzati possano trovare risposte gratuite e un sostegno psicologico, nutrizionale e fisioterapico. Un luogo di incontro per medici e pazienti e, soprattutto, uno spazio in cui creare momenti di formazione per volontari e caregiver. Un luogo, una casa, un punto d’ascolto, dove l’intera comunità ematologica della nostra città possa trovare un luogo in cui riunirsi. Nessun traguardo si costruisce da soli. Per dare forza a questo sogno abbiamo bisogno di alleanze, responsabilità condivise e di una comunità che scelga di esserci. Solo insieme possiamo costruire risposte più giuste, più vicine, più umane».

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