Cronaca Agrigento 3 min

Siracusa. Parco degli Iblei, cresce la protesta dei cacciatori: «Pronti a un ricorso collettivo»

24 Giugno 2026

L‘istituzione del Parco Nazionale degli Iblei continua ad alimentare il confronto tra istituzioni, associazioni e categorie produttive del territorio. Tra le voci più critiche si registra quella del mondo venatorio, che guarda con crescente preoccupazione alle possibili limitazioni derivanti dalla nascita dell’area protetta e alle conseguenze che potrebbero interessare vaste porzioni delle province di Siracusa, Ragusa e Catania. A farsi interprete del malcontento è Corrado Villari, amministratore della community “Passione Coniglio”, gruppo che riunisce oltre cinquemila cacciatori siciliani e che nelle ultime settimane è diventato uno dei principali punti di riferimento del dibattito sul futuro del Parco degli Iblei.

Secondo Villari, i vincoli previsti rischierebbero di ridurre in maniera significativa le aree destinate all’attività venatoria, con effetti che potrebbero estendersi progressivamente ad altre zone dell’Isola. Da qui la proposta di una mobilitazione collettiva che punta a percorrere la strada giudiziaria per contrastare il progetto. L’iniziativa prevede una forma di autotassazione volontaria tra gli appassionati di caccia siciliani finalizzata alla costituzione di un fondo comune. Le risorse raccolte verrebbero utilizzate per affidare un incarico legale a un professionista scelto con il consenso della maggioranza dei partecipanti e in coordinamento con le associazioni venatorie regionali.

«La situazione merita la massima attenzione – sostiene Villari – perché il territorio disponibile per l’attività venatoria è già limitato e ulteriori restrizioni rischierebbero di compromettere seriamente il settore. In Sicilia i cacciatori sono oltre 30 mila e crediamo che, attraverso un’azione condivisa, sia possibile tutelare i diritti della categoria». La contestazione si inserisce in un quadro più ampio di preoccupazioni che stanno emergendo soprattutto nelle aree rurali e montane del Sud-Est siciliano. Agricoltori, allevatori e operatori legati alle attività tradizionali del territorio stanno seguendo con attenzione gli sviluppi della vicenda, chiedendo chiarezza sui confini del Parco e sulle future regole di gestione.

Sul fronte opposto, l’Ente Fauna ha manifestato l’intenzione di seguire da vicino l’iter amministrativo che dovrà portare alla costituzione dell’area protetta. L’associazione ha formalmente richiesto di poter partecipare agli incontri istituzionali che saranno convocati in applicazione della sentenza che impone l’istituzione del Parco degli Iblei entro 180 giorni dalla sua pubblicazione. L’obiettivo dichiarato è quello di monitorare ogni fase del procedimento e verificare che Regione Siciliana e Ministero competente rispettino i tempi e gli adempimenti previsti dal pronunciamento giudiziario. L’associazione ha annunciato una costante attività di vigilanza affinché il percorso amministrativo si concluda nei termini stabiliti.

Nel dibattito è intervenuto anche il deputato regionale Carlo Auteri, esponente della Democrazia Cristiana, che ha annunciato l’intenzione di confrontarsi con il presidente della Regione Renato Schifani. «Quanto sta emergendo sulla vicenda – ha dichiarato – presenta aspetti che meritano approfondimenti e che non possono prescindere dal coinvolgimento e dal rispetto delle comunità locali». Mentre si attende l’avvio dei prossimi passaggi istituzionali, il confronto sul Parco degli Iblei continua dunque a dividere il territorio. Da una parte le istanze di tutela ambientale e valorizzazione naturalistica, dall’altra le preoccupazioni di chi teme nuove limitazioni alle attività tradizionalmente svolte nelle aree interessate. Un dibattito destinato ad accompagnare i prossimi mesi e che avrà inevitabili ripercussioni anche sul Siracusano.

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