Cronaca Agrigento 3 min

Augusta. Il vero business dell’eolico va in Francia, qui ‘forse’ l’assemblaggio. L’affondo di Avs: «Promesse tradite e fondi spariti»

28 Giugno 2026

Il porto di Augusta possiede tutte le potenzialità per diventare un hub europeo della logistica e dell’energia, ma il rischio concreto è che le occasioni di sviluppo vengano compromesse da scelte politiche che penalizzano il territorio. È la posizione espressa da Sebastiano Zappulla, segretario provinciale di Sinistra Italiana–Alleanza Verdi e Sinistra, che interviene sul futuro dello scalo megarese e, in particolare, sul progetto legato alla filiera dell’eolico offshore.

Secondo Zappulla, il settore rappresenta uno degli assi strategici della transizione energetica e della riconversione industriale, capace di generare benefici sotto il profilo ambientale, economico e occupazionale. In questo contesto, ricorda come l’area di Punta Cugno sia stata individuata quale base logistica per la cantieristica dell’eolico offshore e come il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, abbia annunciato un finanziamento di 50 milioni di euro ottenuto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica destinato al dragaggio dei fondali e al potenziamento delle banchine per consentire l’assemblaggio delle piattaforme, delle torri e degli aerogeneratori.

Una notizia che Sinistra Italiana-Avs aveva accolto favorevolmente, ma con alcune riserve. «Non capivamo – afferma Zappulla – perché si parlasse esclusivamente di assemblaggio e non della progettazione e della costruzione delle pale, delle torri e degli aerogeneratori».

Per il dirigente politico, proprio questo rappresenterebbe il nodo centrale della vicenda. «Purtroppo – sostiene – è emersa la ragione per cui si parlava soltanto di assemblaggio. La vera cantieristica dell’eolico offshore, quella capace di creare migliaia di posti di lavoro, sarà realizzata in Francia. Ad Augusta, nella migliore delle ipotesi, rimarrebbero le attività di assemblaggio e spedizione, con ricadute occupazionali molto più limitate».

Zappulla punta inoltre il dito contro l’esecutivo nazionale, sostenendo che le risorse inizialmente promesse per il comparto sarebbero state destinate ad altre finalità. «In queste ore di entusiasmo sul futuro del porto – dichiara l’esponente – il presidente Schifani si è accorto che i fondi promessi dal Governo per l’eolico offshore sono stati dirottati altrove, probabilmente per coprire il taglio delle accise. Nel frattempo la Francia procede rapidamente, avviando le gare per la progettazione e la costruzione di sette mega impianti offshore e conquistando una parte significativa della green economy europea».

Per il segretario provinciale di Sinistra Italiana-Avs, si tratterebbe dell’ennesima occasione mancata per un territorio che continua a fare i conti con una profonda crisi industriale. Un quadro aggravato, sottolinea, anche dalle recenti criticità che hanno interessato l’area: «La zona industriale di Siracusa – conclude Zappulla – interessata in questi giorni anche da preoccupanti fenomeni odorigeni che hanno spinto i cittadini di Priolo a manifestare, resta intrappolata in una crisi di sistema. Le rassicurazioni della politica e delle istituzioni non bastano più a un territorio deluso, stanco e sempre più preoccupato».

Le dichiarazioni riaccendono così il dibattito sul futuro del porto di Augusta e sulle strategie industriali necessarie affinché la transizione energetica possa tradursi in investimenti produttivi e occupazione stabile per il territorio siracusano.

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