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Siracusa. Pedaggio sulla Siracusa-Gela: «I cittadini non paghino due volte la stessa autostrada»

2 Luglio 2026

L‘ipotesi di introdurre il pedaggio lungo la Siracusa-Gela continua ad alimentare il dibattito politico e istituzionale. A prendere una posizione netta contro il progetto del Consorzio per le Autostrade Siciliane è il commissario provinciale di Grande Sicilia, Vincenzo Vinciullo, che giudica inaccettabile l’eventuale pagamento per percorrere un’arteria ritenuta fondamentale sia per la mobilità quotidiana sia per la sicurezza del territorio. Secondo Vinciullo, la proposta del Cas rischia di trasformarsi in un ulteriore aggravio economico per famiglie e imprese, chiamate a sostenere un costo aggiuntivo per utilizzare una strada che, ricorda l’esponente politico, è stata costruita attraverso risorse pubbliche e non con investimenti propri del Consorzio.

L’ex parlamentare regionale osserva inoltre come la questione emerga proprio mentre il Cas ha presentato alla Regione Siciliana un piano di riequilibrio finanziario che richiederebbe un intervento economico di circa 100 milioni di euro. Una circostanza che, a suo giudizio, evidenzierebbe le difficoltà gestionali dell’ente e rafforzerebbe la convinzione che il Consorzio avrebbe dovuto essere assorbito dall’Anas, soluzione che, secondo Vinciullo, avrebbe consentito di superare molte delle criticità che si trascinano da anni.

Nel merito della vicenda, il commissario provinciale di Grande Sicilia richiama anche il ruolo strategico della Siracusa-Gela sotto il profilo della protezione civile. L’autostrada, sottolinea, rappresenta infatti la principale via di collegamento tra il capoluogo aretuseo, la fascia sud della provincia e l’area industriale siracusana. Una funzione che assume ancora maggiore rilevanza considerando le condizioni della Strada Statale 115, unica alternativa percorribile in caso di emergenza, ma caratterizzata da diverse problematiche infrastrutturali, in particolare nell’attraversamento del ponte sul fiume Cassibile.

Per Vinciullo, proprio questa funzione di “via di fuga” dovrebbe escludere qualsiasi ipotesi di pedaggiamento. L’autostrada, sostiene, costituisce un’infrastruttura essenziale per garantire collegamenti rapidi in situazioni di emergenza e non può essere assimilata a una normale arteria autostradale destinata esclusivamente alla mobilità ordinaria.

L’esponente di Grande Sicilia ricorda inoltre che gran parte dell’opera è stata finanziata grazie ai fondi previsti dalla legge n. 433 del 1991, stanziati in seguito al terremoto del 13 dicembre 1990 proprio per realizzare infrastrutture strategiche per la sicurezza della Sicilia orientale. A questi finanziamenti si sono aggiunte risorse regionali, ottenute attraverso un emendamento che lo stesso Vinciullo rivendica di avere presentato durante la propria esperienza all’Assemblea Regionale Siciliana.

Da qui la convinzione che l’introduzione di un pedaggio rappresenterebbe una sorta di doppio pagamento a carico dei cittadini. “L’autostrada è già stata finanziata con il denaro dei contribuenti – sostiene Vinciullo – e non è accettabile che oggi gli stessi cittadini siano chiamati a versare ulteriori somme per utilizzare un’infrastruttura realizzata con risorse pubbliche”.

Infine, il commissario provinciale rivolge un appello ai vertici del Consorzio per le Autostrade Siciliane affinché venga rivista la proposta prima che venga formalizzata. Qualora il progetto dovesse andare avanti, Grande Sicilia annuncia la disponibilità ad avviare una mobilitazione sul territorio e a promuovere ogni iniziativa politica e istituzionale ritenuta utile per contrastare l’introduzione del pedaggio e difendere gli interessi di cittadini, lavoratori e imprese della provincia di Siracusa.

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