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Siracusa. Tragedia acqua in Ortigia, rubinetto a secco da cinque giorni: cresce la protesta dei residenti

14 Luglio 2026

La situazione dell’approvvigionamento idrico a Ortigia continua a destare forte preoccupazione. Per il quinto giorno consecutivo, infatti, numerose abitazioni del centro storico risultano ancora prive di acqua corrente, con inevitabili ripercussioni sulla vita quotidiana di residenti, attività commerciali e strutture ricettive, soprattutto in piena stagione estiva.

Secondo quanto denuncia il Comitato “Ortigia Cittadinanza Resistente”, il problema non sarebbe riconducibile a un semplice guasto temporaneo, ma evidenzierebbe criticità ben più profonde dell’infrastruttura idrica. L’associazione sostiene che il nuovo gestore, Aretusacque, non sia ancora riuscito a individuare una soluzione definitiva, lasciando centinaia di cittadini in una condizione di grave disagio.

Le segnalazioni raccolte dal Comitato indicano che la maggior parte dei disservizi interessa la parte meridionale dell’isola di Ortigia, dove l’altimetria del territorio richiede una pressione della rete maggiore per garantire un regolare afflusso dell’acqua. Proprio in quest’area, secondo i residenti, la pressione risulterebbe insufficiente, impedendo all’acqua di raggiungere numerose abitazioni.

Da qui nasce una serie di interrogativi che il Comitato rivolge direttamente ad Aretusacque e all’Assemblea Territoriale Idrica di Siracusa. In particolare, viene chiesto di conoscere quali siano gli investimenti programmati nell’immediato, con quali risorse economiche verranno finanziati e quali siano i tempi previsti per riportare la rete a condizioni di piena efficienza.

L’attenzione del Comitato si concentra sul Piano Economico Finanziario 2024-2053 predisposto da Aretusacque e pubblicato dalla Regione Siciliana. Secondo l’analisi effettuata dai rappresentanti dei cittadini, il documento risulterebbe sostenibile dal punto di vista finanziario sul lungo periodo, ma non fornirebbe risposte convincenti sulla capacità di affrontare nell’immediato le emergenze che interessano una rete idrica particolarmente deteriorata. Viene ricordato come in diversi Comuni della provincia le perdite d’acqua raggiungano percentuali molto elevate, fino al 67%, mentre già dalla fine dello scorso marzo i disservizi hanno iniziato a manifestarsi con sempre maggiore frequenza, trovando nel centro storico di Siracusa una delle situazioni più critiche.

Secondo il Comitato, una rete in queste condizioni richiederebbe un piano straordinario di interventi immediati e concentrati nelle aree maggiormente compromesse. Dall’esame del Piano Economico Finanziario emergerebbe invece una distribuzione degli investimenti sostanzialmente costante nell’arco dei trent’anni di concessione, con una media di circa 12 milioni di euro l’anno. Il primo anno di gestione prevede investimenti complessivi per circa 14,3 milioni di euro, ma una parte consistente delle risorse, pari a oltre due milioni, sarebbe destinata all’acquisizione dei beni della precedente gestione SIAM, senza tradursi direttamente in lavori di sostituzione o ammodernamento delle condotte più obsolete.

Il documento, sempre secondo il Comitato, evidenzierebbe inoltre che la maggior parte delle risorse destinate agli investimenti proverrebbe dalla tariffa pagata dagli utenti, dai fondi pubblici e dall’autofinanziamento generato dalla gestione del servizio. Tra le principali fonti di copertura figurano infatti il FONI, componente tariffaria destinata agli investimenti, i contributi pubblici e i ricavi futuri della gestione.

Il Comitato osserva inoltre che il contributo economico diretto del socio privato sarebbe limitato rispetto alla dimensione complessiva del piano industriale. Da qui il timore che il peso finanziario degli interventi finisca per gravare prevalentemente sui cittadini attraverso le bollette e sulle risorse pubbliche, mentre non emergerebbero finanziamenti esterni o bancari capaci di accelerare il risanamento della rete.

Ulteriori dubbi riguardano gli scenari ipotizzati nel Piano Economico Finanziario. Il Comitato si domanda infatti cosa accadrebbe qualora gli obiettivi previsti non venissero raggiunti, ad esempio in presenza di una morosità superiore alle stime o di un peggioramento delle condizioni delle infrastrutture. In particolare viene chiesto di chiarire chi dovrebbe sostenere gli eventuali costi aggiuntivi necessari per affrontare interventi urgenti.

Per questo motivo viene sollecitata la pubblicazione dei patti parasociali tra il socio pubblico e quello privato, così da verificare se esista un preciso obbligo, giuridicamente vincolante, per il partner industriale di anticipare le risorse economiche indispensabili nei casi di emergenza.

Nel documento diffuso alla stampa, Ortigia Cittadinanza Resistente formula quattro richieste ritenute prioritarie: conoscere lo stato reale della rete idrica e il fabbisogno economico necessario per ripristinare nell’immediato il regolare servizio; rendere pubblico il programma degli interventi previsti nei primi tre anni di gestione, indicando le aree interessate; chiarire il contenuto degli accordi tra socio pubblico e privato relativamente all’anticipazione delle risorse per gli interventi urgenti; definire obiettivi misurabili per la riduzione delle perdite idriche, indicando tempi di realizzazione, responsabilità operative e strumenti di verifica.

Il Comitato precisa infine che la questione non riguarda la legittima remunerazione del partner privato all’interno della società mista, ma la capacità del gestore di garantire investimenti tempestivi, un deciso abbattimento delle dispersioni e soprattutto il rapido ripristino di un servizio essenziale per cittadini e imprese. Nel frattempo, mentre il quinto giorno consecutivo senza acqua alimenta il malcontento tra i residenti, cresce la richiesta di risposte concrete e di un cronoprogramma chiaro che consenta di superare un’emergenza che, secondo molti cittadini, non può più essere considerata un episodio occasionale ma il sintomo di una rete che necessita di interventi strutturali non più rinviabili.

L’articolo Siracusa. Tragedia acqua in Ortigia, rubinetto a secco da cinque giorni: cresce la protesta dei residenti proviene da Libertà Sicilia.

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