I prezzi del petrolio balzano nelle contrattazioni asiatiche dopo che gli Stati Uniti hanno colpito l’Iran per la nona notte consecutiva e una nave ha preso fuoco nello Stretto di Hormuz. I rialzi riflettono i crescenti timori che la ripresa dei combattimenti in Medio Oriente possa interrompere il trasporto di greggio. Il Brent guadagna il 2,6% a 90,4 dollari al barile nei mercati asiatici dopo aver superato i 91 dollari, il prezzo più alto da giugno. Il Wti sale del 2,3% a 84,4 dollari. L’agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto ha dichiarato che una nave ha preso fuoco nello stretto questa notte, in acque a circa 15 chilometri a nord-ovest dell’Oman. Non ha specificato la causa dell’incendio.
Anche il prezzo del gas strappa ancora sulle crescente escalation tra Stati Uniti e Iran nello Stretto di Hormuz. Ad Amsterdam i contratti Ttf salgono del 4,6% a 60 euro al megawattora, riportandosi sui livelli dello scorso marzo.