«Abbiamo il dovere di approvare velocemente la nuova legge per mettere in sicurezza le piscine. Sono certo che avverrà entro ottobre. Ce lo chiedono i genitori delle piccole vittime degli ultimi mesi». Lo afferma Nello Musumeci, ministro della Protezione civile, in un’intervista sul Messaggero in cui parla della sicurezza nelle piscine, dopo gli ultimi fatti di cronaca. «Quello degli incidenti mortali in piscina e nei contenitori d’acqua è un fenomeno purtroppo sempre più ricorrente e colpisce in gran parte i minori. Il governo non può restare a guardare. Da questo stato d’animo è nato il mio disegno di legge nel luglio dello scorso anno, firmato anche dal collega Schillaci, deliberato subito dal Consiglio dei Ministri e il mese successivo trasferito alla Camera per l’iter legislativo», spiega Musumeci. La nuova legge non stabilirà solo che i bocchettoni debbano essere protetti da grate, sottolinea il ministro: «Abbiamo chiesto una consulenza all’Università La Sapienza per sviluppare un dispositivo o un impianto di aspirazione cosiddetto “anti-intrappolamento».
«Ma la causa del decesso può essere anche la mancata sorveglianza – dice il ministro -. Ecco, la sorveglianza va rafforzata. O ancora: il bagnante rischia di annegare e c’è bisogno di un defibrillatore che non c’è, o che arriva dopo 5 o 10 minuti. Il disegno di legge dello scorso anno non è frutto di improvvisazione, ma ha visto una forte partecipazione tecnica». Inoltre, aggiunge «è prevista una barriera che deve impedire al minore di scavalcare e accedere allo spazio acqueo. Per quanto riguarda le piscine che si dividono in tre categorie: pubbliche, collettive e domestiche abbiamo anche previsto la presenza obbligatoria del bagnino in determinate fattispecie». Musumeci conclude assicurando che «i tempi di adeguamento alla nuova disciplina per le imprese saranno di 30 giorni per il decreto tecnico e 45 giorni per l’adeguamento strutturale».