Cronaca Siracusa 3 min

Stretto di Hormuz, alta tensione: Usa colpiscono siti iraniani e Teheran ferma petroliere

20 Luglio 2026

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha dichiarato domenica che i suoi ultimi attacchi contro l’Iran hanno preso di mira centri di comando e altre installazioni militari nel tentativo di impedire a Teheran di attaccare le navi che transitano nello Stretto di Hormuz. «Le risorse del Centcom hanno preso di mira centri di comando militari iraniani, siti di difesa aerea e di sorveglianza costiera, capacità marittime, siti di lancio di missili e droni e reti di comunicazione per ridurre ulteriormente la capacità dell’Iran di attaccare navi commerciali e marinai civili che transitano nello Stretto di Hormuz», ha affermato l’esercito statunitense in una dichiarazione pubblicata su X.

Le dichiarazioni di Trump

«Noi controlliamo lo stretto di Hormuz, l’Iran non controlla nulla». Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti a Washington. Il presidente ha ribadito che gli Stati Uniti «hanno quasi distrutto militarmente l’Iran». «Non hanno più niente», ha aggiunto.

I pasdaran bloccano le petroliere

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che due petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz «sono colpite e fermate». «Nella tarda serata di ieri, due petroliere senza autorizzazione hanno tentato di entrare e uscire nella pericolosa e insicura rotta dello Stretto di Hormuz», hanno affermato le Guardie in un comunicato, secondo l’agenzia di stampa Tasnim. Il numero di navi che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz è rimasto basso durante il fine settimana, mentre gli Stati Uniti e l’Iran hanno intensificato gli attacchi in Medio Oriente. E’ quanto emerge dai dati di navigazione pubblicati lunedì. Secondo i dati di Lseg, quattro navi hanno effettuato la traversata domenica, in calo rispetto alle otto del giorno precedente. Almeno tre petroliere e una VLC (Very Large Crude Carrier) sono entrate nello stretto da venerdì per caricare petrolio. Non sono state viste petroliere per gas naturale liquefatto attraversare lo stretto da giovedì. I dati Lseg coprono il transito di navi portacontainer, navi portarinfuse, navi per il trasporto di veicoli e petroliere che trasportano petrolio, gas e prodotti chimici. Domenica, gli Stati Uniti ha affermato di aver completato «l’ottava notte consecutiva di attacchi contro l’Iran», mentre gli alleati degli Stati Uniti, Kuwait e Bahrein, hanno segnalato ulteriori attacchi iraniani. Negli ultimi giorni entrambe le parti hanno preso di mira il traffico marittimo: gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver imposto un blocco navale sui porti iraniani, mentre l’Iran ha affermato di colpire le navi che violano le sue regole sulla navigazione nello Stretto di Hormuz, che solitamente gestisce un quinto del commercio globale di petrolio.

Petroliera in fiamme, equipaggio in salvo

L’equipaggio della nave colpita nello Stretto di Hormuz ha abbandonato l’imbarcazione in sicurezza dopo un attacco che ha provocato un incendio a bordo. Lo riferisce la britannica Uk maritime trade operations (Ukmto), precisando che il mercantile è stato centrato da un «proiettile di natura sconosciuta». Secondo l’aggiornamento diffuso dall’agenzia, i membri dell’equipaggio sono stati recuperati da un rimorchiatore, mentre l’incendio non è ancora stato domato e la nave resta alla deriva. Ukmto aggiunge che al momento non risultano impatti ambientali. In precedenza l’agenzia aveva segnalato che l’unità si trovava in fiamme a circa otto miglia nautiche a nord-ovest di Kumzar, in Oman. Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno nel frattempo affermato che due petroliere in transito nello Stretto di Hormuz “sono esplose e sono state fermate».

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