La tragedia si è consumata nelle acque di Siracusa, ma sono ancora molti gli interrogativi che attendono una risposta. La morte di Matteo Di Franca, 24 anni, ha scosso profondamente la città, dove il giovane era conosciuto e stimato per il suo costante impegno nel mondo dell’associazionismo e della partecipazione civica.
Il suo corpo è stato recuperato nel pomeriggio di domenica nello specchio d’acqua antistante contrada Isola, dando il via a un’indagine destinata a fare piena luce su quanto accaduto.
Di Franca ricopriva l’incarico di presidente della Consulta comunale giovanile ed era attivamente coinvolto nelle iniziative di Giosef, Giovani Senza Frontiere, realtà impegnata nella promozione della cittadinanza attiva e degli scambi giovanili. La notizia della sua scomparsa ha provocato sgomento tra istituzioni, amici e associazioni che negli anni avevano condiviso con lui numerosi progetti.
Veglia in ricordo di Matteo
Proprio per rendere omaggio alla sua figura, il Comune di Siracusa, attraverso Siracusa Città Educativa, ha promosso una veglia commemorativa che si terrà domani, 24 luglio, dalle 17 alle 23 all’Urban Center, nella Sala A di via Nino Bixio 1. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di ricordare un giovane professionista che ha fatto dell’educazione, della partecipazione e della costruzione di comunità il centro del proprio impegno.
L’ente comunale ha ricordato come Matteo fosse cresciuto proprio all’interno dei percorsi formativi della Biblioteca comunale e di Siracusa Città Educativa, esperienze che hanno contribuito a forgiare il suo forte senso civico e la convinzione che una città possa crescere attraverso la cultura, le relazioni e la partecipazione attiva. Per l’organizzazione della serata sono stati avviati anche i contatti con Giosef Italy, associazione con la quale Di Franca ha collaborato a lungo condividendone progetti e valori.
«Aut viam inveniam aut faciam» ovvero “Troverò una strada o ne costruirò una”, era una delle frasi che più amava ripetere. Un motto che, secondo quanti lo hanno conosciuto, sintetizza il suo modo di affrontare la vita: creare opportunità, mettere in relazione persone e territori, costruire percorsi comuni. Un’eredità umana che oggi amici e colleghi definiscono quella di un autentico “tessitore di traiettorie”, capace di lasciare un segno profondo nelle comunità che ha attraversato.
Durante la veglia, cittadini, amici, familiari, volontari e colleghi potranno portare una fotografia, un ricordo o un messaggio dedicato a Matteo. Tutto il materiale raccolto sarà utilizzato per la realizzazione di un murale commemorativo, pensato per custodire e tramandare la memoria del giovane e del suo impegno civico.
L’iniziativa si svolgerà in contemporanea anche a Casapesenna, in provincia di Caserta, presso Il Paguro – Euromediterranean Youth Center, bene confiscato alla criminalità organizzata e luogo simbolicamente legato alle attività che Matteo aveva dedicato ai giovani, alla cooperazione internazionale e ai percorsi di educazione alla legalità. Per consentire la partecipazione anche a chi non potrà raggiungere le due sedi, sarà inoltre attivato un collegamento online attraverso il quale seguire entrambe le veglie e condividere un ricordo.
La dinamica della morte e le indagini
Mentre la città si prepara a stringersi attorno alla famiglia del ventiquattrenne, resta aperto il fronte investigativo. Gli accertamenti eseguiti nelle prime ore successive al recupero della salma hanno evidenziato la presenza di gravi lesioni, ritenute compatibili con l’urto contro le eliche di un’imbarcazione a motore. Un elemento che rappresenta uno dei punti centrali dell’inchiesta aperta dalla Procura di Siracusa, che procede con l’ipotesi di omicidio colposo. Per chiarire ogni aspetto della vicenda, i magistrati hanno disposto l’autopsia, che sarà eseguita a Catania.
Tra le ricostruzioni al vaglio degli investigatori emerge quella secondo cui il ventiquattrenne mentre si trovava a bordo di un natante, insieme ad altre persone, durante una manovra, forse una brusca virata, sarebbe caduto in acqua, venendo successivamente dilaniato dalle eliche del mezzo. Si tratta, al momento, di una delle ipotesi investigative, destinata a essere vagliata attraverso gli accertamenti tecnici, le testimonianze e l’analisi degli elementi raccolti dagli inquirenti, chiamati a ricostruire con precisione la sequenza dei fatti e ad accertare eventuali profili di responsabilità.
L’allarme è stato lanciato da alcuni bagnanti che hanno notato in mare una persona immobile. La segnalazione ha fatto scattare l’intervento della Capitaneria di Porto, che ha inviato immediatamente una motovedetta sul posto. Una volta recuperato il corpo del giovane, ogni tentativo dei soccorritori di rianimarlo è stato vano, per Matteo non c’era ormai più nulla da fare.
L’ultimo passaggio dell’inchiesta riguarda ora l’esame autoptico, fondamentale per fornire ulteriori riscontri medico-legali sulla causa del decesso. Soltanto dopo il completamento degli accertamenti e il nulla osta dell’autorità giudiziaria, la salma potrà fare rientro a Siracusa, consentendo ai familiari di organizzare la camera ardente e l’ultimo saluto.
Nel frattempo, la città si prepara a salutare uno dei suoi giovani più impegnati, mentre attende che l’inchiesta restituisca tutte le risposte ancora mancanti su una tragedia che continua a lasciare aperti molti interrogativi.
L’articolo Siracusa. Il caso Matteo Di Franca, Procura indaga sulla morte: autopsia decisiva, la città si prepara alla veglia e ai funerali proviene da Libertà Sicilia.