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Siracusa. Pedaggio sull’autostrada A18, Romano (FdI) frena: «Prima sicurezza e servizi, poi le tariffe»

1 Agosto 2026

L’ipotesi di introdurre un sistema di pedaggio lungo la tratta autostradale A18 Siracusa–Rosolini–Modica accelera verso una nuova fase. L’ex Consorzio per le Autostrade Siciliane, oggi Autostrade Siciliane, ha infatti concluso la procedura di gara assegnando l’appalto per la realizzazione delle infrastrutture necessarie all’attivazione del sistema di riscossione. Secondo il cronoprogramma previsto, l’entrata in funzione del nuovo sistema di pedaggio è programmata nel corso del 2028.

Una prospettiva che apre uno scenario di confronto politico sul futuro di un’arteria strategica per il sud-est della Sicilia, attraversata quotidianamente da migliaia di automobilisti, pendolari, imprese e operatori economici. Al centro del dibattito non c’è soltanto l’aspetto economico legato alla possibile introduzione di una tariffa, ma soprattutto la condizione attuale dell’infrastruttura e il livello di sicurezza garantito agli utenti.

A intervenire con una posizione netta è il consigliere comunale di Siracusa e coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Paolo Romano, che definisce l’ipotesi del pedaggio, allo stato attuale, “profondamente sbagliata e distante dalla realtà che ogni giorno vivono migliaia di automobilisti”.


“Non si tratta di una battaglia ideologica contro il pedaggio – chiarisce Romano –. Sarebbe una lettura superficiale e fuorviante. Il vero tema è un altro: non si può chiedere ai cittadini di pagare un’infrastruttura che, ancora oggi, non garantisce quegli standard di sicurezza, efficienza e funzionalità che dovrebbero costituire il presupposto imprescindibile di qualsiasi forma di tariffazione”.

Secondo il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, prima di introdurre qualsiasi forma di pagamento sarebbe necessario completare gli interventi indispensabili e risolvere le numerose criticità che da tempo condizionano la viabilità del territorio.

“Le problematiche sono sotto gli occhi di tutti – afferma Romano –. Il viadotto Cassibile continua a rappresentare una ferita aperta per la viabilità del territorio, con limitazioni che hanno pesantemente condizionato la circolazione. A questo si aggiungono i gravi incidenti verificatisi negli ultimi mesi, tra cui quello avvenuto allo svincolo di Avola, senza dimenticare l’episodio che ha coinvolto perfino il presidente della Regione Siciliana e la sua scorta, sfiorando conseguenze ben più drammatiche. Sono fatti che impongono una seria riflessione sul livello di sicurezza di questa arteria”.

Per Romano, dunque, la priorità deve essere invertita rispetto all’attuale prospettiva: “Prima di parlare di pedaggi, è doveroso completare gli interventi necessari, eliminare tutte le criticità strutturali e consegnare ai cittadini un’autostrada pienamente sicura, moderna e conforme agli standard previsti dalla normativa vigente”.


Ma la contrarietà alla tariffazione non riguarda soltanto lo stato dell’autostrada. Il consigliere comunale evidenzia anche le possibili conseguenze sul sistema viario alternativo, a partire dalla Strada Statale 115: “L’introduzione del sistema di tariffazione determinerebbe inevitabilmente lo spostamento di una consistente quota di traffico sulla SS115 – sottolinea Romano – con il concreto rischio di riproporre gli ingorghi che hanno per anni penalizzato cittadini, pendolari, imprese e operatori economici. Una prospettiva che il nostro territorio non può permettersi”.

Una preoccupazione che si intreccia con la situazione già registrata nei mesi scorsi a causa delle limitazioni sul viadotto Cassibile: “Già oggi, a seguito della parziale chiusura del viadotto, il traffico dei mezzi pesanti è stato deviato sulla SS115, aumentando in maniera significativa il carico veicolare sull’antico ponte che attraversa il fiume Cassibilespiega il rappresentante di Fratelli d’Italia –. Un’infrastruttura storica che sta sopportando un volume di traffico superiore a quello per cui era stata concepita, con inevitabili interrogativi sulla sua conservazione e sulla sicurezza complessiva della circolazione”.

La linea indicata da Fratelli d’Italia Siracusa è quindi quella di concentrare ogni sforzo sulla riqualificazione e sulla sicurezza della tratta autostradale: “La priorità assoluta deve essere una sola: mettere definitivamente in sicurezza l’intera tratta, completare tutte le opere necessarie e restituire ai cittadini un’infrastruttura efficiente e all’altezza delle aspettative di un territorio che da troppo tempo attende risposte concrete”.

Successivamente, secondo Romano, potrà essere affrontato il tema delle tariffe: “Solo dopo aver raggiunto questi obiettivi sarà possibile discutere con serietà qualsiasi ipotesi di introduzione del pedaggio. Non possiamo accettare il principio secondo cui ai siciliani venga chiesto di pagare di più ricevendo, però, meno servizi e meno sicurezza”.
L’appello del coordinatore cittadino di FdI è rivolto direttamente alle istituzioni coinvolte: “Al Governo regionale, ad Autostrade Siciliane e a tutte le istituzioni competenti chiediamo che prevalgano il buon senso e il rispetto dei cittadini. Le priorità sono chiare: prima la sicurezza, poi le tariffe”.

Romano conclude ribadendo la posizione del partito sul tema: “Fratelli d’Italia Siracusa continuerà a mantenere una posizione ferma, responsabile e nell’esclusivo interesse del territorio e della tutela dei cittadini. Siamo certi che il Governo regionale saprà ascoltare le ragioni dei territori. Chi amministra ha il dovere di coniugare sostenibilità economica e diritto alla mobilità, ma la sicurezza non può mai diventare una variabile subordinata. Prima si completano le opere, si eliminano le criticità e si garantiscono gli standard previsti; solo successivamente si potrà discutere serenamente di qualsiasi ipotesi di pedaggio”.

L’articolo Siracusa. Pedaggio sull’autostrada A18, Romano (FdI) frena: «Prima sicurezza e servizi, poi le tariffe» proviene da Libertà Sicilia.

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