Cronaca Catania 2 min

Catania, il confine sottile tra rinnovare e ricostruire ancora

6 Agosto 2026

Il mercato del Catania ha già cambiato in parte il volto della rosa. Tra cessioni, mancati rinnovi e nuovi innesti, la squadra affidata a Emilio Longo è ben diversa da quella che ha chiuso la scorsa stagione. Un processo di rinnovamento che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe aver posto le basi per un progetto tecnico più funzionale alle idee dell’allenatore.

Eppure, continuano a rincorrersi voci su possibili nuove partenze eccellenti. I nomi di Dini, Di Gennaro, Donnarumma e Cicerelli vengono accostati con una certa frequenza a possibili operazioni in uscita. È naturale che il mercato resti aperto a ogni scenario, soprattutto se dovessero presentarsi offerte ritenute vantaggiose o se fosse necessario alleggerire ulteriormente il monte ingaggi.

La domanda, però, è legittima: fino a che punto conviene continuare ad intervenire? Se è vero che l’equilibrio economico rappresenta una priorità e che il club deve operare con sostenibilità, è altrettanto vero che esiste anche un equilibrio tecnico da preservare. Ogni cessione importante comporta inevitabilmente la necessità di trovare un sostituto all’altezza, con il rischio di prolungare i tempi di costruzione della squadra.

Il Catania ha già cambiato, introducendo in rosa anche diversi giovani. Continuare a modificare l’ossatura della rosa potrebbe significare ripartire, ancora una volta, da nuovi automatismi e nuove gerarchie proprio quando l’obiettivo dovrebbe essere quello di consolidare il lavoro svolto durante la preparazione.

Naturalmente, qualora dovessero esserci esigenze di bilancio tali da rendere inevitabili ulteriori sacrifici, sarà il campo a dire se le scelte saranno state corrette. Ma, osservando la situazione dall’esterno, viene spontaneo chiedersi se il punto di equilibrio non sia ormai stato raggiunto. Costruire una squadra competitiva significa anche capire quando è il momento di fermarsi.

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