Bastano pochi minuti di attesa, uno sguardo attento e la conoscenza capillare del quartiere per smascherare un traffico che andava avanti da tempo. È accaduto nei giorni scorsi a Catania, in piazza Caduti del Mare, meglio conosciuta dai residenti come “Tondicello della Playa”, dove i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Piazza Dante hanno messo fine a un’attività di spaccio che si consumava alla luce del sole, sotto gli occhi distratti dei passanti.
Tutto nasce da un’osservazione paziente, quella che i militari conducono ogni giorno nell’ambito dei servizi ordinari di prevenzione e contrasto al piccolo e grande spaccio nel quartiere San Cristoforo, da sempre area sensibile sotto il profilo della sicurezza. Nel corso di uno di questi appostamenti, gli operanti notano qualcosa che, ai loro occhi esperti, non passa inosservato: automobili che rallentano, si fermano per pochi istanti nei pressi di un uomo fermo sul marciapiede, per poi ripartire subito dopo. Un via vai insistente, fatto di soste brevissime e incontri che, a uno sguardo distratto, potrebbero sembrare casuali, ma che per chi conosce le dinamiche dello spaccio raccontano tutt’altra storia.
Decidono così di approfondire, avviando un servizio di osservazione discreta. Da quel momento l’uomo diventa il centro dell’attenzione investigativa: i Carabinieri lo tengono sotto controllo a distanza, ne seguono ogni spostamento senza mai perderlo di vista, fino al momento in cui scelgono di intervenire, fermandolo non lontano dalla sua abitazione.
È a quel punto che scatta la perquisizione domiciliare, un passaggio che si rivelerà decisivo. Le ricerche degli investigatori si concentrano prima in cucina, dove nel frigorifero vengono rinvenuti oltre un chilo di hashish, sapientemente suddiviso in 9 panetti e 42 ovuli pronti per essere immessi sul mercato. Ma è scendendo nel sottoscala che i militari fanno la scoperta più consistente: undici buste, ben occultate, che custodiscono complessivamente 4 chili e 250 grammi di marijuana.
Il computo finale parla di un quantitativo complessivo che supera i 5 chili e mezzo di sostanza stupefacente, già suddivisa e confezionata secondo modalità diverse, accompagnata anche da materiale utile al confezionamento delle singole dosi. Un dettaglio, quest’ultimo, che secondo gli investigatori toglie ogni dubbio sulla natura del ritrovamento: quell’abitazione non era un semplice nascondiglio occasionale, ma una vera e propria base logistica dello spaccio, il deposito da cui la droga veniva prelevata prima di finire venduta per strada, proprio in quel tratto di piazza Caduti del Mare tenuto sotto osservazione.
Per il 43enne catanese, già noto alle forze dell’ordine per precedenti penali, si sono aperte le porte del carcere: è stato arrestato con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Nelle ore successive il giudice ha convalidato l’arresto, disponendo nei suoi confronti l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.
Resta naturalmente valida, fino a un’eventuale condanna definitiva, la presunzione di innocenza in favore dell’indagato, e sarà la fase processuale a stabilire la piena fondatezza degli elementi raccolti dai Carabinieri nel corso dell’indagine.
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