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Migranti, avvistati 11 cadaveri nel Mediterraneo centrale: «La rotta verso l’Italia è sempre più mortale»

17 Agosto 2026

Undici cadaveri sono stati oggi avvistati nel Mediterraneo centrale dall’equipaggio di Albatross, l’aereo di monitoraggio gestito congiuntamente da Sos Mediterranee e dall’Humanitarian Pilots Initiative (Hpi). I cirpi, riferiscono le ong, erano in avanzato stato di decomposizione. «Mentre l’aereo volava a quota più bassa – spiegano – l’equipaggio è riuscito a distinguere ulteriori dettagli: alcuni dei corpi indossavano ancora i vestiti, altri galleggiavano grazie a camere d’aria di pneumatici.

Sebbene le circostanze e il momento esatto del naufragio rimangano sconosciuti, questa testimonianza è un duro promemoria delle conseguenze umane delle politiche letali dell’Europa, improntate all’indifferenza e alla deterrenza a tutti i costi. Si aggiunge al bilancio sempre più pesante delle vite perse su questa rotta, dove, secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), dall’inizio dell’anno sono morte o sono scomparse almeno 872 persone – un aumento del 24% rispetto allo stesso periodo del 2025, quando erano stati documentati almeno 702 decessi».

Il numero di persone che arrivano in Europa attraverso il Mediterraneo centrale è diminuito, ma «una percentuale maggiore perde la vita lungo il percorso». «Il numero di persone che arrivano in Italia – affermano le ong – è sceso del 56%, un dato spesso sottolineato dal governo italiano come prova del successo delle sue politiche migratorie. Ma il calo degli arrivi non ha reso la traversata più sicura: il tasso di mortalità stimato si attesta ora a quasi il 3%, il che significa che circa una persona muore o scompare ogni 35 che tentano la traversata. Queste cifre dimostrano che un minor numero di partenze non ha comportato un minor numero di morti, ma piuttosto un rischio crescente per la vita di coloro che continuano a intraprendere il viaggio».

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