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Siracusa. Bufera all’Inda, si dimette il sovrintendente Pitteri: è rottura ai vertici, il futuro si complica

17 Agosto 2026

Nuovo scossone ai vertici dell’Istituto nazionale del dramma antico. Daniele Pitteri ha deciso di lasciare il ruolo di sovrintendente, mettendo fine anticipatamente all’esperienza cominciata nel marzo dello scorso anno.

La decisione è stata formalizzata attraverso una comunicazione inviata via posta elettronica dal suo legale e arriva al termine di un rapporto con la governance della Fondazione diventato, nelle ultime settimane, sempre più complesso.

Alla base della scelta ci sarebbero soprattutto alcune divergenze con la consigliera delegata Marina Valensise. Al centro del confronto sarebbero finite anche le linee artistiche e organizzative legate alle prossime stagioni dell’Istituto. Differenze di vedute che, progressivamente, avrebbero reso complicato individuare una posizione condivisa, fino ad arrivare alla rottura.

Le dimissioni assumono un peso ancora maggiore perché si inseriscono in un momento delicato per l’Inda, alle prese con l’avvio di una nuova fase dopo il recente rinnovo del Consiglio di amministrazione. L’uscita di Pitteri apre quindi una nuova partita per la guida dell’Istituto e ripropone interrogativi sugli equilibri interni alla Fondazione.

Una coincidenza che riapre una riflessione

Sarà un caso, ma proprio negli ultimi mesi, attraverso diversi editoriali esclusivi pubblicati da Libertà Sicilia, abbiamo scelto di accendere i riflettori su questioni che riguardano da vicino il presente e soprattutto il futuro dell’Inda. Tra questi, anche l’articolo più recente, nel quale abbiamo raccolto la voce della nipote di Mario Tommaso Gargallo, fondatore dell’Istituto, ha rappresentato l’occasione per tornare a interrogarsi su temi forse scomodi, ma difficili da eludere.

Il modo in cui l’Istituto viene governato, le scelte che accompagnano la costruzione delle Rappresentazioni Classiche e, più in generale, la concezione stessa del teatro che l’Inda intende portare avanti sono questioni che meritano una riflessione ampia e non condizionata dalle contingenze del momento.

Perché parlare di Inda non significa soltanto discutere di calendari, spettacoli, nomine o assetti organizzativi. Significa confrontarsi con una storia quasi centenaria e con un patrimonio culturale che appartiene a Siracusa e all’intero Paese. Significa chiedersi quale idea di teatro, di memoria e di identità culturale si voglia custodire e, allo stesso tempo, quale futuro si intenda costruire per le generazioni che verranno.

È proprio alla luce di queste considerazioni che le dimissioni di Pitteri assumono un significato che va oltre il semplice avvicendamento ai vertici. La nuova fase che si apre potrebbe rappresentare l’occasione per affrontare anche queste domande, tornando a discutere non soltanto di chi debba guidare l’Istituto, ma soprattutto di quale direzione debba prendere.

Uno scenario che presenta più di una analogia con quanto accaduto nel 2024. Nel febbraio di quell’anno Valeria Told aveva infatti lasciato la sovrintendenza prima della naturale conclusione del mandato. A garantire la continuità della gestione era stata proprio Valensise, chiamata a svolgere temporaneamente le funzioni di sovrintendente fino alla successiva nomina di Pitteri. Con le nuove dimissioni, potrebbe dunque essere nuovamente lei a occuparsi della reggenza in attesa della scelta del prossimo sovrintendente.

Pitteri era arrivato all’Inda forte di un percorso maturato in diverse realtà di primo piano del panorama culturale italiano. Nel corso della sua carriera ha ricoperto incarichi alla Fondazione Musica per Roma, alla Fondazione Modena Arti Visive e al complesso museale Santa Maria della Scala di Siena. Un curriculum di spicco, caratterizzato dall’incrocio tra gestione manageriale, comunicazione e progettazione culturale, elementi che avevano rappresentato parte integrante del profilo scelto per guidare l’Istituto.

A rendere particolarmente delicato il quadro è anche la distribuzione delle responsabilità prevista all’interno della Fondazione. Lo statuto attribuisce infatti al sovrintendente la responsabilità della direzione delle attività teatrali e artistiche, richiedendo una comprovata esperienza nel settore dello spettacolo dal vivo. Alla consigliera delegata spetta invece una funzione più direttamente legata alla governance. Ruoli distinti, pensati per collaborare e completarsi, ma che possono inevitabilmente entrare in tensione quando emergono orientamenti differenti sulla gestione e sulle strategie future.

Il rapporto tra queste due funzioni, del resto, non è una questione nuova per l’Inda. Già nel 2023 il Consiglio di amministrazione aveva cercato di ridefinire alcune competenze, ipotizzando il trasferimento di parte delle prerogative del sovrintendente alla consigliera delegata. L’operazione era però stata successivamente ricondotta entro i limiti stabiliti dallo statuto dopo l’intervento del Ministero della Cultura.

Le dimissioni di Pitteri riaprono così una questione che negli ultimi anni ha già attraversato più volte la vita dell’Istituto: quella dell’equilibrio tra indirizzo artistico, gestione amministrativa e governance della Fondazione. Ma, forse, anche una domanda più profonda: quale Inda vogliamo consegnare a chi verrà dopo di noi?

Una domanda che riguarda la qualità delle scelte artistiche, il valore delle Rappresentazioni Classiche e la capacità dell’Istituto di tenere insieme la memoria delle proprie origini e la necessità di guardare al futuro. Ed è proprio da qui che potrebbe partire la riflessione sulla nuova stagione che attende l’Inda.

L’articolo Siracusa. Bufera all’Inda, si dimette il sovrintendente Pitteri: è rottura ai vertici, il futuro si complica proviene da Libertà Sicilia.

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