Cronaca Agrigento 4 min

Petrosino. Nuova misura cautelare per due giovani: droga, armi e associazione mafiosa

19 Agosto 2026

Nuovo sviluppo nell’articolata attività investigativa condotta dai Carabinieri nel territorio di Petrosino e collegata alla presenza e all’operatività di un gruppo criminale riconducibile a cosa nostra. Nelle prime ore di oggi, i militari del Comando Provinciale di Trapani hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale per i Minorenni di Palermo, su richiesta della Procura della Repubblica presso il medesimo Tribunale. Il provvedimento riguarda due persone originarie di Marsala, una delle quali si trovava già sottoposta a restrizione. Per entrambi, all’epoca dei fatti contestati minorenni, vengono ipotizzati diversi reati, tra i quali la detenzione di sostanze stupefacenti finalizzata allo spaccio, la detenzione illegale e il porto in luogo pubblico di armi da fuoco, comprese armi con matricola abrasa, nonché la partecipazione a un’associazione armata operante a Petrosino e dedita al traffico e allo spaccio di droga.

L’odierno intervento rappresenta un ulteriore tassello dell’indagine sviluppata dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri e già sfociata in una più ampia operazione di polizia giudiziaria. L’attività investigativa, avviata nel dicembre 2022 e proseguita fino al febbraio 2024, aveva consentito agli investigatori di raccogliere elementi ritenuti utili a delineare struttura, ruoli e modalità operative di un’organizzazione criminale attiva sul territorio petrosileno.

Il nuovo provvedimento cautelare si inserisce, in particolare, nel solco degli accertamenti effettuati dopo i nove decreti di perquisizione emessi dalla Procura per i Minorenni di Palermo e portati a termine lo scorso 23 luglio. In quella circostanza l’attività dei Carabinieri aveva portato all’arresto di dodici persone, mentre ad altri sedici indagati era stato notificato un invito a rendere interrogatorio. Gli approfondimenti investigativi avrebbero consentito di ricostruire un quadro nel quale il gruppo criminale avrebbe esercitato una forma di controllo del territorio attraverso modalità ritenute tipicamente mafiose, facendo leva sulla forza intimidatrice e sviluppando, parallelamente, attività illecite destinate a garantire le risorse economiche dell’organizzazione.

Il ruolo dei due giovani

Secondo quanto contestato nell’ordinanza, i due giovani avrebbero avuto un ruolo operativo all’interno della struttura criminale, occupandosi anche della gestione della piazza di spaccio. Gli investigatori contestano loro, anche in concorso con altri soggetti, la detenzione di rilevanti quantitativi di sostanze stupefacenti destinati alla successiva vendita. Nel dettaglio, l’attività investigativa avrebbe consentito di ricondurre ai due la disponibilità di oltre un chilo e 300 grammi di cocaina e di circa 130 grammi di crack, oltre ad altri quantitativi delle medesime sostanze che non sarebbero stati quantificati con precisione. Uno degli aspetti ritenuti particolarmente rilevanti dagli investigatori riguarda inoltre il presunto ruolo di pusher svolto dai due all’interno dell’organizzazione. In base alla ricostruzione accusatoria, avrebbero mantenuto rapporti con il promotore del gruppo, dal quale avrebbero ricevuto lo stupefacente destinato allo spaccio e al quale avrebbero successivamente consegnato i proventi delle vendite effettuate quotidianamente.

Le contestazioni sulle armi

L’attività investigativa avrebbe inoltre fatto emergere un ulteriore profilo di particolare gravità: la disponibilità di armi da fuoco. Ai due indagati viene infatti contestata la detenzione illegale e il porto in luogo pubblico di almeno due armi comuni da sparo e di un fucile monocanna calibro 24, quest’ultimo risultato con la matricola abrasa. Secondo l’impostazione accusatoria, la disponibilità delle armi sarebbe stata funzionale anche alle finalità dell’associazione armata operante a Petrosino, alla quale i due giovani vengono ritenuti inseriti. Il quadro delineato dagli investigatori si inserisce dunque in un’indagine di più ampio respiro, che punta a ricostruire non soltanto la gestione delle attività di spaccio, ma anche la struttura organizzativa e le modalità attraverso le quali il sodalizio avrebbe esercitato la propria influenza sul territorio.

L’esecuzione della nuova misura cautelare rappresenta, pertanto, un ulteriore sviluppo di un’inchiesta che, nell’arco di oltre un anno di attività investigativa, ha portato gli inquirenti a concentrare l’attenzione sui rapporti tra i diversi componenti del gruppo e sui presunti canali utilizzati per l’approvvigionamento e la distribuzione degli stupefacenti. Resta fermo, come previsto dall’ordinamento, che le contestazioni formulate nei confronti degli indagati dovranno essere sottoposte alle successive fasi del procedimento giudiziario. Le eventuali responsabilità penali potranno essere considerate definitivamente accertate esclusivamente con una sentenza irrevocabile di condanna.

L’articolo Petrosino. Nuova misura cautelare per due giovani: droga, armi e associazione mafiosa proviene da Libertà Sicilia.

Fonte