Una decisione definitiva da parte della Procura Federale era attesa entro fine luglio ma è arrivata soltanto il 20 agosto. Per l’Acr Messina sfuma l’auspicata archiviazione, che per la verità in questi casi è un’ipotesi remota. Il procuratore federale Giuseppe Chiné ha ritenuto invece che vi fossero gli estremi per andare a giudizio, di fronte alla Sezione Disciplinare del Tribunale Federale Nazionale.
L’ex presidente del Messina Stefano Alaimo
L’oggetto del contendere i tesseramenti sottoscritti nell’estate 2025 dall’ex presidente Stefano Alaimo, all’epoca dei fatti inibito. Era una fase caotica, successiva alla retrocessione dalla Lega Pro, con il gruppo di Giuseppe Peditto che curò un breve interregno prima del cambio di proprietà tra l’inadempiente Aad Invest Group, formalmente ancora al timone del club, e il Racing City Group, che ha costituito nell’ottobre scorso il neonato Acr 1900.
Dal club peloritano, chiamato a rispondere per responsabilità diretta e oggettiva, trapela comunque serenità, anche perché il deferimento era atteso ormai da settimane. L’1 luglio scorso infatti al Messina era stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini scaturite dall’esposto presentato da Reggina, Sancataldese e Acireale.
Gli avvocati Eduardo Chiacchio e Flavia Tortorella (foto Francesco Straface)
Dopo le prime pronunce tutte positive nei confronti dell’Acr, la società amaranto rinunciò all’appello, anche perché il cambio di proprietà divenne preminente rispetto a una querelle legale che non avrebbe riportato a una riscrittura delle classifiche dell’ultimo torneo, mettendo in discussione la promozione del Savoia. Non a caso il club campano si costituì in giudizio – al pari dell’Enna, salvatosi direttamente evitando i temuti play-out – al fianco del Messina.
I legali dell’Acr, Eduardo Chiacchio, Flavia Tortorella e Luis Vizzino, sostennero che i soci Justin Davis e Morris Pagniello non avessero alcuna responsabilità per la condotta dei precedenti dirigenti. Gli avvocati rievocarono anche la decisione della Corte di Giustizia Federale, che nel 2010 escluse ogni responsabilità della società Delfino Pescara 1936 Srl, che aveva acquisito in Tribunale (proprio come l’Acr) il titolo sportivo del Pescara Calcio SpA, “per fatti ascritti al legale rappresentante della seconda, non tesserato con la nuova compagine”.
Il legale dell’Acr Messina Luis Vizzino
Proprio in virtù di questo precedente, l’Acr confida quindi di scongiurare ulteriori sgradite sorprese, dopo la penalizzazione di 14 punti che nel passato torneo ha compromesso la corsa salvezza, propiziando la dolorosa ripartenza dall’Eccellenza. Dopo il deferimento si andrà adesso in udienza. Il Messina avrebbe già incaricato il suo consulente legale di fiducia Luis Vizzino di predisporre l’ennesimo fascicolo difensivo.
Fin qui tutte le pronunce, anche la più recente legata alla posizione dell’ex tesserato Angelo Azzara, oggetto di un altro procedimento, non hanno avuto conseguenze per il Messina. A rischiare maggiormente dovrebbero essere gli ex tesserati, che accettarono di legarsi al Messina in un momento societario nebuloso come il futuro del club, poi salvatosi nonostante la liquidazione giudiziale del precedente Acr.
Pagniello e Davis a Roma in Figc (foto Francesco Straface)
Non a caso già venti di loro si sono rivolti all’Associazione Italiana Calciatori, concordando il pagamento di una multa per evitare sanzioni più gravi come una squalifica, la cui entità sarebbe stata legata al numero di partite effettivamente disputate nonostante il tesseramento potenzialmente nullo. Di fatto un patteggiamento, ottenuto sfruttando l’articolo 126 del Codice di giustizia sportiva, che consente di chiudere il procedimento prima dell’effettivo dibattimento.
A giudizio oltre all’Acr finiranno invece – come rivelato dalla Gazzetta del Sud – Matheus Reis, appena tesserato dalla Reggina, il club che ha paradossalmente sollevato il caso, Andrea Sorrentino, che peraltro ha già annunciato il suo ritiro dal calcio giocato, e il giovane del vivaio Alessandro Cirino. Non sarebbero escluse del tutto ulteriori conseguenze per Alaimo, che ha appena finito di scontare dieci mesi di inibizione.
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